Famelica's Blog

Le "Paladine della follia" e le "Anime del niente"

Sul ciglio di una strada 9 Giugno 2009

Archiviato in: Bulimia — Noemi @ 00:20
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Sto qui, ma sono assente.
Non riesco più a specchiarmi, mi faccio shifo, sento la testa che mi scoppia.
No, non voglio uscire, no non ora, no mai più.
Mi vergogno, mi sento grassa, anzi sono grassa, disgustosa.
Odio, tutti e tutto il mondo, vorrei urlare, urlare e urlare!!  Ma non esce niente, niente… perchè, perchè a me, ma che ho fatto, perchè…

No, non devo mangiare, ma cazzo quanto vorrei farlo, disperatamente. Mi sento vuota, vuota dentro e devo riempire, riempire… fino a scoppiare.
Mi sento orrenda, non merito neppure di vivere, non ho più la mia dignità.
La mia dignità. C’è chi me l’ha distrutta, fatta a pezzi.

Ora vorrei ferirmi… nella mia mente vorrei prendere una lama, ma di quelle grandi però e tagliare tutto quello che mi fa schifo, la pancia, le gambe.
Le mie gambe, le odio, sono grasse, davvero.
Sento una voce, Dio se la sento… alle volte mi guardo allo specchio e quella voce mi dice: quanto sei stupida, ma non lo vedi quanto sei brutta, fai schifo!
E cado affranta, con le ginocchia a terra, inerme. E piango. Vigliacca, ha vinto lei, la bulimia, la depressione che mi logora le ossa.

C’è un’ amica che mi ama e forse non solo lei, un marito splendido che mi ama e una figlia per la quale derei la vita… e allora perchè ho 32 anni e sento che la mia vita si sta spegnendo e mi sento così sola e così stanca.

Vorrei fermarmi sul ciglio di una strada, così per riposare un pò, giusto un attimo e sentirmi avvolgere da due grandi forti e amorevoli braccia, chiudere gli occhi e respirare l’odore del mare… e sentire una voce, ma questa volta che mi dice ci penso io… vivrò per te e ti solleverò ogni volta che crollerai.
Ma non c’è nessuna voce, perchè solo noi possiamo crollare per poi rialsarci e solo noi possiamo vivere la nostra vita… ma serve tanto coraggio, quello che la Noemi di oggi non ha.

 

40 Responses to “Sul ciglio di una strada”

  1. Elena Says:

    Cara Noemi,
    ho trovato questo blog grazie ad un tuo commento ad un blog pubblicizzato su Repubblica. Io nn ho mai sofferto di anoressia nè di bulimia anche se credo, nella mia vita, di essere spesso stata vicino alla caduta in entrambi i baratri. Leggendo le tue parole, leggo la stanchezza, la disperazione, la frustrazione. Ma leggo anche altro e vorrei fartelo notare così forse lo potrai vedere meglio anche tu. La nascita di questo blog, le tue parole spese anche per aiutare coloro che leggono, la tua capacità di immaginare “due grandi forti e amorevoli braccia” che ti stringono mentre ti abbandoni all’odore del mare e al riposo (quante volte le avrei volute anche io) mi fanno vedere una Noemi molto più forte di quella che forse, a giorni, vedi tu. Una Noemi capace di sognare ( i sogni portano aria, speranza, cambio…), di immaginare, che non ha solo bisogno di appoggio e calore ma che è anche abbastanza forte da donarne a piene mani. Io non ho la fortuna di conoscerti ma per ciò che può valere ti lascio le mie parole e i miei pensieri insieme ad un abbraccio fortissimo. Continua a camminare…anche se non la vedi, anche se a giorni è più oscura e ripida…sono più che mai certa che tu abbia trovato la strada per andare avanti. La tua famiglia, i tuoi amici, coloro che ami e che ti amano, camminano con te.

    Ciao,

    Elena

  2. Noemi Says:

    Non so se è una sfortuna il non conoscermi, quello che so è che questo male troverebbe terreno meno fertile se al mondo esistessero solo persone che come te, anche se non hanno questa bestia nel cuore, riescono per lo meno a percepire, anche se marginalmente, quello che provo.

    Anche se la disperazione di cui si nutre la mia anima la possono comprendere solo chi come me soffre da anni di problemi alimentari e del terribile mondo che vi si nasconde dietro.

    Purtoppo non basterebbero 1000 lettere per far arrivare realmente questo dramma nei cuori di tutte le persone, anzi, di certe poi non vale la pena neanche di tentare… Però è molto importante per me riscontare che almeno a certe persone un pugno allo stomaco l’ho fatto arrivare, anche solo per poco.

    Se vuoi scrivermi sai dove trovarmi, sarò felice di leggere le tue lettere.
    Ciao Noemi

    • Elena Says:

      Cara Noemi,
      innanzitutto grazie per l’invito a scriverti. Per me è un piacere condividere con te i miei pensieri che viaggiano attraverso le distanze, i chilometri. I chilometri, nel loro piccolo, sono parecchi: io sono di Milano. Eppure la mia presenza nel tuo blog dovrebbe farti riflettere. Io credo che le persone siano come dei piccoli scrigni chiusi a chiave, tutti possono essere aperti se si sceglie la chiave giusta. E forse tu, mia cara Noemi, con le tue parole hai già raggiunto molte più persone di quanto credi, portando loro un pugno nello stomaco, una lacrima o forse ricordi delle loro stesse vite…prima rileggevo il tuo blog. 14 anni. Sono tantissimi. Difficile anche solo immaginare un periodo così lungo passato nel dolore, nel tormento continuo. Una dolorosa ferita profonda e ancora aperta. Ma sono anche d’accordo con Ele quando dice che la presa di coscienza del problema per te è anche l’avvio sulla strada, seppur ancora vaga e difficile, di una sua risoluzione. Io vorrei poterti aiutare. Vorrei poter fisicamente esserti vicina e farti sentire che gli sguardi che tu temi non sono solo di giudizio ma anche (molto più spesso di ciò che credi) di vicinanza, calore, affetto, amicizia. Nonostante io non abbia mai sofferto di anoressia e bulimia, ho letto molto a riguardo e ho, purtroppo, assistito al calvario di altre. La cosa che accomune tutte queste ‘voci nella testa’ è il loro aspetto totalizzante. Loro ci sono sempre, il cibo diventa il primo e l’ultimo pensiero. Sempre presente. Ed è da qui che posso aiutarti. Togliendogli campo. Togliendo tempo a quella voce, a quel pensiero. Portandolo verso altri lidi, altre voci, altre immagini diverse da quelle in cui il tuo diavolo echeggia e si fa forte. Ogni volta che vorrai scappare e nn sentirlo. Se vorrai parlare, io sono qui, ti ascolto e ti parlerò di me.

      Ti abbraccio

      Elena

      • Noemi Says:

        Roma-Milano… bhè non proprio dietro l’angolo, ma io non ho mai messo delle barriere per la distanza, non l’ho fatto in amore e non lo farei tanto meno in amicizia. Ci sono cose che viaggiano attraverso il tempo e tra queste ci sono i sentimenti.
        Cosa dire, nella mia vita se c’è stato un momento in cui mi sono sentita meno sola è stato quando ho affrontato un lungo ricovero in una clinica specializzata nei D.C.A. a Vicenza.
        L’esperienza più dura della mia vita.
        Ma non dimenticherò mai nessuna di quelle ragazze, i loro visi, i loro nomi, le loro sofferenze.
        Tornata a Roma sono stata assalita da un grande senso di vuoto, di solitudine, d’incomprensione.
        Loro, in ogni città diversa d’Italia, loro tutte nel mio cuore.
        Eccoli i sentimenti.

        Diciamo che tu non hai alzato dei paletti… pur essendo questa una realtà diversa dalla tua non sei rimasta nel tuo giardino… sei disposta a credere che tutto questo purtroppo esiste, così, come te l’ho descritto.
        Ti poni come una spugna disposta ad assorbire quello che ti racconto (spero per farne tesoro), indossando delle vesti che non sono le tue ma, anche se le nostre vite sono diverse calzi un paio di jeans di una marca che non conosci e tenti di capire.
        E forse lo fai davvero…

        Ho apprezzato anche che tu abbia letto le lettere di Ele, lei parla bene perchè mi conosce ed è un’anima che vaga…
        Purtroppo non tutte le persone sono così e tanto meno tutti gli amici.
        Hai presente lo squash? Ok, tu lanci con una racchetta una pallina da tennis contro un muro e ti ritorna più violenta e veloce che mai… ma forse la colpa è mia, in fondo quello era un muro… La delusione.
        Parlami di te, chi sei?

    • ChiaraSole Says:

      Ciao Noemi, quanta sofferenza racconti in questo tuo post!!!
      Un dolore infinito, massacrante che grida e ha fame! Dici che la bulimia vince, per quel senso di fallimento dello pseudo controllo che si vuole avere su tutto… ma quel controllo non è mai esistito in realtà, perché è la malattia che controlla tutto sia in restrizione sia in eccesso. Io ho capito questo tra le altre cose. Quel sentire il corpo enorme, quel senso di colpa che rimbomba, la percezione di lui che cresce ad ogni istante come una fisarmonica e poi quel maledetto DA DOMANI… come se potesse trattarsi di un magico risveglio a far passare un senso di inadeguatezza che esiste da sempre che porta a prendersela con se stesse. Scusami Noemi se sono qui ad intrufolarmi nel tuo blog, ma le tue parole sono davvero toccanti. Il tuo dolore, un onda che arriva potente dallo schermo. Quel vuoto di cui parli uno spazio nero di cui aver paura, ma vorrei anche dirti che in quel vuoto c’è tanto spazio in cui poter costruire un’autonomia, un’identità… comprendersi, scavare e arrivare ad un benessere mai immaginato. Certo, non senza aiuto, perché da sole è praticamente impossibile.Queste malattia sono davvero un dramma indescrivibile!!! Io avevo tanta paura di perdere la mia identità fino ad allora avuta, per 14 anni ero stata anoressica, binge, bulimica e vivere senza mi faceva dire… che cavolo potrei mai essere?!?! Il punto è che quel SE’ nuovo si costruisce un passo per volta. Permettimi di lasciarti il mio blog http://www.drugsoff.it/?q=blog/1181 e, soprattutto, la mia mail: c4@chiarasole.it se lo vorrai, sarò felice di conoscerti meglio.
      ChiaraSole

      • Noemi Says:

        Ciao Chiara,
        ti ho visto molte volte in tv e ho seguito, per quanto possibile la tua storia… in particolare il tuo periodo di bulimia.

        Se hai letto la mia prima lettera con cui ho iniziato il mio blog capirai tutta la rabbia e il dolore che provo quando si parla ( in tv e non ) solo del dramma dell’ anoressia e si snobba quel cancro divoratore che è la bulimia, bulimia con disturbo compensatorio.

        Se non l’ hai letto vorrei tanto che tu lo facessi, il titolo è ” Le paladine della follia e le anime del niente” e se ti fa piacere gradirei molto un tuo commento.

        Hai perfettamente ragione, pensare di vivere senza la mia malattia, per quanto possa sembrare assurdo quello che sto per dire, è come pensare di vivere senza una parte di me.
        Senza quello che mi rappresenta di più, senza una parte del mio volto, è come se senza la mia malattia io non fossi più niente, io non valessi più niente…

        Ho paura di abbandonarla, perchè non so più che fine potrei fare, lo so è allucinante quello che sto per dire, ma la malattia sono io.
        E cosa può accadere senza?
        Forse poteri vivere e forse è proprio questo che mi terrorizza.
        La malattia è uno schermo per non farsi toccare dalla vita, dall’ amore, per non amare e non essere amati.
        Per non vivere.

        Chi è Noemi senza questo male, chi sono io senza questo fardello che mi porto dietro da una vita, chi sono…
        qual è la mia vera identità, come posso io spogliarmi di tutto e mettermi a nudo senza più maschere, senza più armature… come posso farlo, come…

        Ma so che devo.

  3. Elena Says:

    Mi riesce incomprensibile che davvero degli Amici, degni di questo nome, possano avere una reazione ‘ a squash’ davanti a una realtà come quella in cui, purtroppo, sei (almeno per ora) ancora imprigionata. Mah, comunque se c’è una cosa che ho imparato nella mia vita è proprio a non inseguire le persone, io nn lotto per essere accettata. Chi non mi vuole non mi avrà. Io nn obbligo nessuno e non umilio me stessa cercando di farmi a tutti i costi accettare da persone che mi respingono, che mi vorrebbero diversa. Forse più simile a loro, più nella norma, più banale, più facile da capire. Io nn sono così. Ho 28 anni, al momento sono disoccupata e alla ricerca di un lavoro che latita. Aimè, io come tanti altri…però nn mi arrendo e continuo a cercare. Nel mio primo messaggio ti ho accennato al mio pericoloso camminare sul ciglio di certi dirupi in passato. Ricordo che i primi anni di università uscivo a volte solo per comprare cioccolato. Nulla di dolce sopravviveva nelle mie mani, nella mia stessa stanza per più di 5 minuti. Fino allo sfinimento, fino all’ultima briciola, finchè ce n’era. Ed è ancora così. Solo che ora i dolci per me nn esistono, nn entrano nemmeno nella mia casa. Da ragazzina sono stata per molto tempo quella esclusa, quella ‘troppo grossa per la sua età’. Ho sofferto per molti anni per il mio peso forse eccessivo o forse fuori dal mio controllo come è spesso quello degli adolescenti, forme che nascondevo sotto maglie e maglioni di ogni tipo. Le parole impietose e superficiali dei miei compagni nn aiutavano, nè vedere le mie compagne di scuole, tutte magrissime nei loro completini firmati. Ma anche qui c’era qualche crepa. Una di loro inziò a dimagrire, dimagrire dimagrire fino a diventare uno scheletro. Ricordo con quanta maniacale premura mordicchiava i suoi cracker. Il suo unico pranzo. Quando andavamo a fare un giro in centro, per negozi, si specchiava con disappunto nelle vetrine notando le sue ‘caviglie grasse’…alla fine crollò e chiese aiuto. Perse un anno di scuola ed entrò in una clinica, andavamo a trovarla spesso con tutta la classe. Ricordo come si stringeva a me quando andavamo in quelle visite. Le sue ossicine leggere leggere contro il mio corpo. Oggi sta bene, la ‘voce’ sarà sempre in agguato ma lei è sopravvissuta, ce l’ha fatta. Ma il ricordo della sua malattia non mi ha mai lasciata. I miei problemi con il peso oggi sono tenuti a freno, bene o male, da un’alimentazione molto ridotta e ’sana’, come si potrebbe definirla…eppure anche a me capita spesso di non piacermi, di non sentirmi mai davvero ‘a posto’ quando mi guardo nello specchio…le voci, gli echi di coloro che mi prendevano in giro da piccola ancora tornano a volte. Ma cerco la mia immagine altrove, negli occhi delle persone che popolano i miei giorni. La mia famiglia, il mio ragazzo, i miei tantissimi amici. Nei loro occhi e parole vedo ciò che sono e che voglio essere. Per loro e per me.

  4. [...] Non avere paura della cioccolata 15 Giugno 2009 Archiviato in: Oltre la bulimia — Noemi @ 01:02 Tags: amici, cioccolata, confronto, dolore, famiglia, Paura (in risposta al commento di Elena) [...]

  5. Elena Says:

    Buongiorno cara amica,

    all’interno del sito che ho scoperto qualche giorno fa, ho trovato la testimonianza della ragazza che lo ha aperto. Molte delle cose che ha scritto mi hanno fatto pensare a cose che ho letto tra i tuoi pensieri. Ho pensato di copiarla qui, è un pò lunghetta ma…se hai voglia di leggerla…
    Ti abbraccio forte

    Elena

    Giovedì 11 settembre 2008
    La mia storia – Fall to pieces (and rise again?!)
    Ci sono cose della vita che pensi non potranno mai accaderti. Le vedi in TV, le leggi sui giornali, ne senti parlare, ma sono così distanti che non ti sembrano davvero reali. Poi un giorno apri gli occhi e ti accorgi che, invece, sono vere. E che stanno succedendo proprio a te.

    Fino ai 14 – 15 anni ho avuto una vita tutto sommato “normale”. Ero una ragazzina brava a scuola, ubbidiente, ordinata, carina… una ragazzina normale. Eppure, ad un certo punto, è successo. Cosa, esattamente? Neanch’io saprei dirlo. Ma è successo. Avrei potuto avere tutto, tutto quello che una ragazza normale potrebbe avere, ma non era abbastanza. O, forse, era troppo.

    Un giorno mi sono guardata allo specchio e non ho visto quel che avrei voluto vedere. Il riflesso che mi rimandava non era quello che avrei voluto che fosse. Non mi piaceva. Non volevo essere quella me stessa. Volevo essere un’altra me stessa. Non mi piaceva quel riflesso. Mi faceva schifo. Se avessi potuto, avrei sputato su quel riflesso prima di rompere lo specchio e urlare, tanto mi detestavo. Avevo paura. Così ho iniziato a sognare un’altra me stessa, di essere diversa, di essere felice, di essere libera. Perciò ho detto basta. Basta a quella me stessa. Basta a quel detestabile riflesso. Volevo che lo specchio mostrasse quel che realmente c’era dentro di me. Non volevo essere mediocre. Non volevo essere normale. Volevo che tutti, guardandomi, vedessero qualcosa di speciale.

    Sapevo che, per fare questo, avrei dovuto distruggere la me stessa dello specchio. Sapevo che sarebbe stata dura. Sapevo che sarebbe stato difficile. Sapevo che avrei dovuto mettere in gioco tutto e riuscire a controllarlo. Sapevo che si sarebbe trattato di camminare sul filo di un rasoio. Ma sapevo anche quel che volevo: diventare perfetta. Perciò ho iniziato a guardare dritta davanti a me giurandomi di diventare perfetta a qualunque prezzo.
    Percorrendo quella che al momento mi sembrava l’unica via possibile.

    Così ho iniziato. Senza neanche rendermene conto, senza sapere quello che stavo facendo, sono scivolata nella spirale discendente dell’anoressia. L’ho fatto coscientemente, lucidamente, pur non potendo ovviamente in quel momento prevedere quali ne sarebbero state le conseguenze. Ho deciso di cambiare. Ho deciso di dimagrire. Ho deciso di restringere. Ho deciso di controllare. Ho deciso di essere forte. Ho deciso di diventare perfetta. E tutto è cominciato. Mi sono lavata il viso con cura ed ho iniziato a guardarmi allo specchio con soddisfazione. Nel giro di poche settimane sono diventata veramente abile: restringere l’alimentazione, controllare i tipi di alimenti ingeriti non mi dava più nessun problema. Nei primi tempi era stato più difficile tenere a freno l’appetito, soprattutto di fronte a un piatto ricolmo di cose gustose, ma poi il periodo critico è passato. Basta con l’acquolina in bocca e la fame, tutto passato: non stavo mai tanto bene come quando rinunciavo a mangiare qualcosa, come quando riuscivo a seguire la mia dieta. Che sollievo sarebbe stato rinunciare, assieme al cibo, anche a me stessa! Ma forse era proprio quel che succedeva, tanto forse era la sensazione di diventare giorno dopo giorno un corpo sempre più sottile. La restrizione è a poco a poco diventata un riflesso automatico e facile da controllare. La fame ha iniziato a non cogliermi più di sorpresa, in luoghi poco adatti o momenti inopportuni. Ho iniziato a dominarla. E la cosa mi dava un gran senso di potere, una soddisfazione analoga al benessere. Dopo aver resistito alle lusinghe del cibo mi sentivo come liberata, leggera. Al punto da pensare che ero forte, che ero brava, che riuscivo a fare qualcosa che ben pochi sarebbero stati in grado. Potere e controllo. E avanti a verdure scondite, yogurt magri, biscotti integrali giorno dopo giorno. Mangiare poco, col tempo, ha iniziato a diventare sempre più facile. Un piccolo sforzo di fronte a una grande soddisfazione. Le mie braccia diventavano leggere, aeree: le mie ali. Avessi potuto, sarei voltata via dalla vita. E allora me ne sarei andata da tutto. Tanto nessuno se ne sarebbe accorto in tempo per trovarmi e riprendermi. Forza e controllo, l’essenza. In una parola: onnipotenza.

    Non saprei definire l’ossessione. Credo la si porti sempre in sé. Spesso basta un nulla a scatenarla. S’insinua in te silenziosa, attacca lentamente, tortuosa, distorce, ogni parte del tuo essere. Ma è furba, e terribilmente manipolatrice, perché si fa passare per tua amica ma non rinuncia per questo a tradirti. In tutto questo, la sofferenza non è che un effetto secondario. Quasi sempre, quando entri in un disturbo alimentare, non te ne rendi conto perché non fa male, anzi. La cosa più dolorosa è la caduta. Il momento in cui capisci. Inevitabile. Io non volevo vederla arrivare. E poi ho finito necessariamente per atterrare.

    Il filo si è spezzato, i miei giochi scoperti, le mie bugie svelate. Il mio universo disintegrato. I miei genitori si sono accorti di quello che stavo facendo e sono corsi ai ripari. A loro modo, si capisce. Mi hanno trascinata dal medico, poi da una dietista, poi da una psichiatra. Mi hanno detto che mi volevano aiutare a stare bene e che, con quello che stavo facendo, li avevo feriti e stavo distruggendo la loro vita. Non si sono accorti che, con ciò che si sono messi a fare “per il mio bene”, hanno iniziato a distruggere quella che in quel momento consideravo la mia vita. Sono stata portata da una psichiatra e il verdetto pronunciato nel suo ufficio dopo più di due ore di colloquio è stato unico, senza possibilità d’appello: date le mie condizioni psicofisiche, c’era una sola cosa che bisognava fare, un’unica possibile soluzione alla fine di tutto. Mamma e papà erano perfettamente d’accordo. Ma io l’ho capito in quel momento, nello studio della psichiatra: quella che le proponeva non era la sola soluzione alla fine di tutto. Tutto era già finito. Chi mi ha cacciata dal mio paradiso? Quale peccato e quale angelo? Chi mi ha costretta a correre così, senza riposo?

    Sono così stata ricoverata in una clinica neuropsichiatria per ragazze con disturbi alimentari. Ed è stato il primo di una lunga serie di ricoveri, più o meno consenzienti. Ricoveri in cui ho avuto a che fare con ogni genere di persone, in cui mi sono state affibbiate ogni genere di etichette. Ogni volta che uscivo da quella clinica le cose sembravano andare un po’ meglio, mi sentivo più forte, più motivata, più decisa a farla finita una volta per tutte con l’anoressia… ma ogni volta ci sono ricaduta, ho resistito un po’ e poi ho ricominciato a restringere, in un circolo vizioso che sembrava veramente non avere mai fine. E mi sentivo stanca, tanto stanca. Stanca di vivere solo per morire. Stanca di morire solo per vivere. Avrei voluto imparare a vivere solo per vivere.

    E poi mi sono accorta che mi ero fregata da sola. Che l’anoressia non mi avrebbe mai portato tutto quello che prometteva. Anzi, al contrario, avrei dovuto sopportare una vita fatta solo di compromessi, dove non ci sarebbe stata davvero gran differenza tra vivere e morire. Un vita a metà. E mi sono resa conto che l’anoressia aveva promesso di farmi sentire diversa, speciale, forte, in controllo… ma che in realtà la mia infernale compagna mi aveva fatta prigioniera, rubando anni, energie, pensieri, amici, hobby, studio, lavoro. Aveva rubato me stessa, aveva cancellato quello che ero e quello che avrei potuto essere. Aveva portato via la parte migliore di me, le cose che amavo. Perciò mi era rimasta solo una grande stanchezza, una solitudine senza confini, giorni fatti di ossessione e di vuoto. Niente. Non mi era rimasto più niente. Forse è stata questa la molla che mi ha spinto a reagire. Non so bene neppure com’è iniziato. Ma, già, dopo tanti anni, è proprio iniziato. È quasi buffo, no? Ma, chissà, forse è stato perché stava finendo tutto e io non volevo che finisse in quel modo. Sentivo che ogni giorno un pezzo di me se ne andava e io non sapevo più che fare. La cosa più terribile, mi sono accorta in quel momento, non è morire. L’inferno vero è restare, restare senza esserci mai. Restare senza sapere più dove andare. Non volevo vivere in quel modo… in fin dei conti, avevo sempre il desiderio di fare qualcosa di speciale. E allora ho capito che la cosa più speciale che potessi fare era provare ad essere normale. E a sopportare, in questa normalità, tutte le sfide quotidiane. Perché è questa la vera forza. Non quella illusoria che l’anoressia sembra dare. L’estate stava arrivando, e volevo godermi anch’io un giorno di sole sentendomi libera. Perché volevo ancora sperare. Perché volevo ritornare. E allora ho preso il mio “equilibrio alimentare”, cioè la dieta in cui c’è scritto tutto ciò che devo mangiare quotidianamente e in quali dosi, e mi sono messa a seguirla sul serio, senza sgarrare. Che è ciò che sto facendo tuttora. E mi sto accorgendo che, effettivamente, una sorta di via d’uscita la si può trovare. Basta volerlo veramente.

    Traendo ispirazione da quello che mi circondava, ho cercato di trasformarla in motivazione. Mi sono accorta che non avrei mai potuto fare quello che mi ero programmata, che non avrei potuto guarire nessun altro se prima non avessi provato a guarire me stessa. Che il percorso che avevo intrapreso si sarebbe inevitabilmente rivelato fallimentare nonché un inutile spreco di tempo, che se non avessi iniziato a lavorare su me stessa non avrei mai potuto ostentare la presunzione di poter lavorare su qualcun altro.

    L’anoressia è una prigione che non ha odore, che non ha sbarre, che non ha mura: una prigione per la mente… Certo, è una cosa da cui sono passata, e niente potrà cancellarla. Ma la porterò nel doppio fondo dell’anima per sempre, come una contrabbandiera dell’orrore. Sorella morte. Ma la mia vita è ancora nelle mie mani, perciò sta a me decidere cosa farne. Anche se sono arrivata a pesare XX Kg, veramente a un paso dalla morte, mi è stata data una seconda possibilità. E adesso ho deciso di provare a non sprecarla.

    Certo, sono ancora anoressica. Lo sarò per tutta la vita, come una persona che ha smesso di bere continuerà comunque a considerarsi un’alcolista. Ma, magari, un alcolista che dice: sono XX anni che non tocco una goccia d’alcool. Bene, mi piacerebbe poter arrivare a dire una cosa del genere. Sono XX anni che non restringo l’alimentazione.

    Vivere è possibile. Sta solo a voi scegliere di farlo – e come farlo. Io ho fatto la mia scelta. Spero che sia anche la vostra.

    • Noemi Says:

      CIAO Elena,
      scusa se non ti ho risposto immediatamente, ma come ben sai in questi giori non sto tanto bene… come se gli altri giorni invece…

      Oggi è il 7 luglio e si celebreranno i funerali di quello che secondo me è stato davvero un grandissimo artista.
      Sai, volevo scriverti una mia riflessione…

      M.J. è stato il mio primo amore, il mio primo poster, la Noemi adolescente cresceva e cominciava ad avere i propri gusti e le proprie idee, purtoppo però avevo una madre che le mie idee le soffocava e i miei gusti li condizionava…
      Però chiusa nelle mia camera potevo sognare, immaginare, potevo dare spazio ala mia vita.

      Spesso in quel periodo ogni volta che piangevo e che stavo male pensavo a quello che stava facendo lui, lui così diverso, lui così lontano, lui in un’ America dei miei sogni, lui che con la sua musica mi dava il permesso di sognare.

      Io ho sempre avuto un rapporto un pò delicato con la vita e con la morte, soprattutto quando la morte per troppo tempo l’ hai cercata e spesso vista da vicino, senza averne paura.

      Quello che oggi provo è la conferma che tutti prima o poi muoriamo, anche quando meno ce lo aspettiamo, anche quando ad andarsene sono persone così immense che a te sembrano immortali… quello che ho capito è che nessuno è immortale e che tutti siamo uguali.

      Io non so quando morirò, so solo che queso accadrà e so anche che prima che questo accada ho davvero tante cose da fare, devo veder crascere mia figlia, devo amarla e farmi amare.

      In questo momento la morte mi fa paura e mi sembra ingiusta, ma come dicevo a lei di te non gliene frega niente, arriva e ti porta via, che tu sia un barbone o la persona più famosa del mondo, che tu sia una mamma che lascia troppo presto suo figlio o una moglie che abbandona troppo presto un marito che ha ancora troppa voglia di amarla.
      E quindi credo che almeno per un altro pò questo mondo mi debba sopportare.

      E così ho deciso che non morirò, almeno non oggi e mentre mi addoloro per la morte di una persona che secondo me è stata una vittima di molte persone che le erano attorno, mentre mi commuovo, un buon gelato al cioccolato decido che oggi mi deve far compagnia e forse non solo oggi.

      Si, perchè di tempo per morire ce ne è sempre troppo…
      e se un giorno la morte arrivasse nel momento stesso in cui io decido di vivere?
      Se proprio mentre sto per chiudere quel grande portone che ha tinto di nero tutta la mia vita si insinuasse invisibile la morte a portarmi via?
      Sarebbe veramente ingiusto, non credi?

      E allora spero che almeno questo mi faccia riflettere, anche se sento che un pò lo ha fatto.

      Ma vuoi sapere perchè la morte di Jako mi ha toccata molto?

      Se ci pensi è facile, è stata una persona che ha cercato di vivere per tutta la sua vita come un eterno fanciullo, quello stesso bambino che è stato strappato troppo presto dalle braccia dell’ infanzia (con chissà quali aspetti terribili che non conosciamo) e non avere il permesso di essere bambini so quanto faccia male e segni per sempre la tua vita.

      E cos’è che ha fatto? Ha cercato in tutta la sua vita di cancellare e rinnegare se stesso, di uccidersi giorno dopo giorno disegnando nello specchio un volto che fosse il più possibile lontano dal suo…
      Aveva tutto, ma era solo, solo con le sue paure, solo con i suoi mostri…
      Come può una storia così lasciarmi indifferente?

      Cos’ è che ha fatto di tanto differente da me?
      Se non avesse avuto tanti soldi si sarebbe distrutto in un’ altro modo.
      Voleva essere un’ altra persona, distruggendosi giorno dopo giorno.

      Ora mi capisci perchè ho tanta sensibilità verso questa storia…

      Questa era la mia riflessione, avevo solo bisogno di raccontarla.
      CIAO

  6. Elena Says:

    Mia cara Noemi,
    nn ti preoccupare del ritardo…immagino che cosa possa averti trattenuta e nn fa nulla, io ti aspetto sempre qui, tra queste pagine e nn solo, lo sai. Ottima idea quella del gelato al cioccolato! Suggerirei l’introduzione del ‘giorno del gelato al cioccolato’ nella settimana, sai che io sono sempre favorevole quando si parla di questo alimento…:-P

    Anche qui a casa mia stasera è stata all’insegna delle concessioni, diciamo così…mai sentito parlare di CHURROS con cioccolata calda? Specialità spagnola assolutamente pessima per coronarie e dintorni. Si consiglia 1-2 volte l’anno. Era un esperimento ed il risultato nn è stato proprio eccellente ma…a dirla tutta..ci sono pochissimi cibi che inzuppati nella cioccolata bollente nn assumano un aspetto invitante ai miei occhi!!:-P Per un momento, poco fa, stavo pensando alle calorie…ma ho distolto subito la mente da tale terribile pensiero, eheh :-) ) Domani è un altro giorno.

    Quanto a M.J…devo dire che nella mia vita ha fatto qualche saltuaria comparsa, forse nn ha avuto una presenza così permeante come in altre vite ma senza dubbio ha fatto diverse ‘apparizioni’ anche sulla scena della mia vita, come in quelle di altri miliardi di persone. C’è una canzone in particolare che ha segnato un mio ricordo molto bello ma anche molto triste… “You’re not alone”, l’ultimo ballo con un ragazzo, una storia delle tante che segnano l’adolescenza, una di quelle che ti porti nei ricordi anche col passare degli anni. Una stanza buia e piena di gente con quella canzone che riempiva l’aria e la mente. Nessuno parlava, ballavamo. Per me era come se ci fossimo solo noi due. Un bel ricordo, anni fa…11 per l’esattezza. Come passa il tempo, cavolo…

    Domani ho la quarta guida. Continuare a portare avanti questo progetto mi aiuta a nn pensare all’immobilità soffocante della mia vita professionale. Mi sento bloccata e ferma mentre vedo gli altri che vanno avanti, raggiungono, conquistano, viaggiano. Ma almeno proseguo con le guide, almeno questa cosa procede. A piccoli passi. Ogni giorno farò un piccolo passo. Un piccolo passo lo voglio, me lo devo. E tu? Li fai i piccoli passi? Non dimenticarli mai, almeno uno. Sai che ti stringerei la mano se potessi per aiutarti ma so che, in fondo, hai già quattro mani (due piccine piccine) molto più forti delle mie che lo fanno, al tuo fianco giorno per giorno.

    Ho letto la tua risposta a Chiara Sole.
    Tesoro, tu nn sei lui. Non sei il sintomo, tu sei Noemi.
    Lui è solo un parassita. So che hai paura ma è perchè lui la innesta in te per poter sopravvivere. Forse hai bisogno di una mano, anzi di tante mani che ti aiutino a smettere di ascoltarlo, smettere di cedere. Che ti stiano vicine, quando lui ti chiama. Insomma, un aiuto. Sono certa che tu saprai dove cercare, forse la stessa Chiara Sole può essere una di quelle mani… Non c’è un momento migliore di un altro per tentare, per sperare. Il momento è adesso.

    Ti abbraccio fortissimo

    Elena

    PS. Dopodomani parto per un po’, tornerò Domenica.
    A presto amica.

    • Noemi Says:

      E dove te ne vai di bello?
      Ho apprezzato tanto il gesto del numero di telefono, anche se ho paura di chiamarti… ho paura che tu rimanga delusa di me, in fondo non sono granchè.

      Non so nuotare, ma un giorno in piscina (mi hanno dato solo il brevetto di dorso…) ho preso coraggio e mi sono tuffata, così splasch! Cavolo mi sono buttata!

      Bhè, io sono fatta così, decido e bum, parto, vado… e devo solo decidere di andare, di tornare sul bordo di quella piscina e tuffarmi.

      Solo che tuffarsi nella vita è più difficile, fa più paura.
      Devo lasciare le mie zavorre e andare… togliere il savagente della mia malattia e tuffarmi nell’orizzonte del mare, la dove il blu del mare si confonde conl’immensità del cielo.

      Devo fare quelo scatto, devo trovare il coraggio.
      Però a piccole dosi lo sto facendo, forse per la prima volta, davvero, solo che mi dispiace tanto che a farmi riflettere sia stata la morte di un uomo, prima che personaggio a me molto caro.

      Un uomo che ha cercato per tutta la sua vita di distruggere le sue radici, forse pensava che canbiando aspetto sarebbe cambiato il suo passato.
      Ma il nostro passato non lo possiamo cambiare, io vorrei tanto, ma non posso, non ho questo potere… nessuno ce l’ha, neanche un uomo potente e fragile come lui.

      Quanti anni ho speso guardandomi allo specchio facendomi schifo, spudandoci dentro e cercando di essere qualcun’altro, quanto tempo… devo forse morire anche io?
      No, ed è per questo che questa vicenda mi ha fatto soffrire tanto.

      Ma noi non possiamo decidere neanche quando la morte arriverà e questo lo dice un persona che la morte se l’era fatta amica, complice subdola…
      Ci giocavo, la sfidavo, l’amavo e la odiavo, lei, unica possbilità
      di salvezza, unico gioco perverso, languida e viscida,lei…

      Vedi mia cara amica quanto il dolore ti può rendere folle?
      Io lo so bene, per questo non ho mai giudicato questa persona, perchè si fa presto a giudicare, quando invece dovremmo tutti riflettere.

      Ti abbraccio

      • Elena Says:

        Carissima,
        grazie della tua risposta, sono sempre felice quando mi scrivi. E sarei anche più felice di scambiare quattro chiacchiere, nn riesco a immaginare che tu possa deludermi in alcun modo! :-P Ma questa è una tua decisione, io ho sempre paura di invadere troppo..quindi se ti va, il mio numeretto è lì, feel FREE, ok?:-) Davvero.

        Per il resto, dove me ne vado…me ne vado in una città che è parte di me, te ne ho già parlato, credo. Vado a Ts. Lì ho ancora tanta della mia vita che mi aspetta, amici, mare, strade e caffè: è tutto una parte di me, degli ultimi 9 anni della mia vita. Torno per una laurea, starò per poco…un salto veloce nel posto in cui vorrei vivere.

        Sai amica, questo è un pomeriggio strano. Sono ore che ripenso a una persona che non fa più parte della mia vita, non ci parliamo più da un anno. Una persona che ho amato e che forse amo ancora ma che, per sua stessa natura, non potrebbe mai far altro che ferirmi. E io sono qui, un anno dopo ancora a ripensare alla rughetta della sua fronte quando mi guardava, al suo sorriso, al suo modo di parlare lento e ipnotico per me. Vorrei che questo pensiero mi lasciasse in pace. Ho provato in ogni modo a smettere di pensarci ma…senza risultato. Il massimo che ottengo è di dimenticarmene per un po’…ma poi ci sono giorni, pomeriggi in cui Lui, da buona ossessione, torna a carezzare i miei pensieri. Ma nn posso tornare indietro. Non devo farlo, nn lo farò mai. Però questo tarlo…-_-”

        Anche io da piccola nuotavo, ero un piccolo fulmine senonchè a un certo punto ho dovuto smettere per problemi di allergie cutanee al cloro, sig. Ma ero davvero veloce!:-)
        E cmq si, è così che va. Si prende un bel respirone e via. Splash! Ma poi, quando lo fai questo tuffo? Sono certa che sarai bravissima a nuotare dentro quel blu misto al cielo. Sei forte!! Lo sai anche tu, nn ti appoggiare più a quello scoglio nero e lugubre…forse ti potrà tenere a galla ancora per un po’ ma morirai di fame e di sete se nn ti permetti di nuotare via e cercare nuove terre e mondi da vivere!! CORAGGIO, amica. Io sarò sempre qui, e farò il tifo per te quando salterai.
        Nn sarai mai sola. Mai. Allora sei pronta?
        1, 2,3….

        Ora manca solo lo “SPLASH!!”…vai!!!

        Ti abbraccio forte forte

        Elena

  7. Elena Says:

    Quando ci si deve tuffare in un ruscello di acqua gelida. Non resta che prendere il fiato, tappare il naso e saltare. E’ un gesto. E’ uno scatto nella mente ancora prima che nel corpo. Coraggio.

  8. Noemi Says:

    Che dire, sei sempre così carina con me… un giorno non troppo lontano vorrei conoscerti.
    Che ne dici, posso farti da cicerone? Roma è bella in ogni periodo dell’anno… e pensare che per tutta la mia vita sognavo solo di andarmene, non perchè non amassi questa città, anzi, ma perchè non amo quello che c’e qui.

    Pensa che amavo tanto andare alla stazione Termini, amavo vedere partire i treni, pensavo alle tante storie che riempivano tutti quei vagoni, c’era un non so che di poetico.
    Gente che arrivava, gente che partiva, storie che iniziavano e storie che finivano…

    Comunque sai, so bene che vuol dire pensare ad una persona lontana ma che portiamo ancora nel cuore (anche se nel mio cuore ora c’è posto solo per la persona che mi è accanto).

    Ero una ragazzina quando è iniziato tutto ed è durata per tutta la mia adolescenza, è stata una storia straziante che mi ha fatto soffrire in una maniera indescrivibile, non era una storia come tante.

    Bhè per fartela breve ho sofferto nel profondo del mio cuore finchè non mi sono innamorata di nuovo, il dolore che mi aveva recato era stato davvero devastante e pur sapendo che era stato disonesto con me e che non mi aveva portato mai il rispetto che meritavo, nel mio cuore nessuno riusciva a prendere il suo posto.

    L’ho amato e lui a modo suo mi ha amata, davvero, però io meritavo di più, solo che quando vuoi scappare da tutto e quando non hai mai avuto un padre che ti facesse da modello in fondo pensavo che se anche mi trattava male, in fondo forse non meritavo di più.
    Ma non era così.

    Ho pianto le lacrime più profonde della mia vita, ma poi è arrivato chi mi ha inseganato che l’amore e anche rispetto e fiducia, non c’è solo la passione, quella è importante ma guardare negli occhi il tuo compagno e vederci un mare limpido è la cosa più bella che c’è.

    Però il rapporto con gianluca è stato costruito sassolino dopo sassolino, perchè io pensavo che dovevo continuare a scegliere ragazzi sbagliati… era più facile non amarli e che meritavo tutte le sofferenze che la vita mi infliggava, come se la sofferenza fosse per me la compagna della vita (in fondo così è stato), quanto dolore ho sopportato, quanto… non so neanche descrivertelo.

    Pensa che il prrimo concerto della mia vita era stato proprio di M.J. solo che io quella sera anzichè stare all’Olimpico stavo su una barella del Policlinico completamente sconvolta, ancora una volta per quell’amore… e poi M.J. a Roma non ha cantato più, cazzo che rabbia!!

    Comunque, quello che volevo dirti è che se tu sai che quella storia era sbagliata per te è giusto che tu vada avanti, anche se questo vuol dire soffrire, tu meriti di essere amata, ne sono certa, soffrirai forse per tanto tempo, ma poi un giorno quando pensi che forse per te non c’è più spazio il tuo nuovo amore arriverà.

    Non ti dimenticherai mai di lui, ma conoscerai chi porterà il sorriso sulle tue labbra e diffidente piano piano di affiderai a lui e ti farai prendere per mano e percorrerete una nuova strada, difficile a volte, ma fresca e pulita. Credimi.

    Tu facevi nuoto? Io ginnastica artistica ed ero pure brava, ho sfiorato le nazionali (poi mi sono ammalata, ma questa è un’altra storia…), la palestra è stata la mia salvezza di allora, ma quando ho dovuto smettere di botto mi sono sentita persa e poi mi sono fidanzata ed è cominciato tutto…

    Elena, vivi la tua vita e non avere paura di andare avanti, non devi, sei una persona così bella e presto la persona giusta se ne accorgerà… sta solo a te riconoscerla.

    Ti abbraccio forte

  9. Elena Says:

    Cara Noemi,
    eccomi tornata.

    Hai ragione, sai? Il mare limpido negli occhi della persona che ti ama non ha prezzo. E’ difficile distaccarsi dalle persone che abbiamo amato nonostante ci abbiano fatto a pezzi ma sento che con il tempo, sono sempre più forte e capace di fermare la mia mano quando mi sento tentata di riaprire certe porte. Il tempo mi ha reso più saggia, più forte. Sai, a volte quando sentiamo di dover fare qualcosa che è giusta per noi ma lo vogliamo solo a metà…nn è facile.

    A volte le prigioni sono ingannevoli, confondono e distraggono…ci tengono legati sussurrandoci parole di sfiducia, di diniego. Un anno fa sono riuscita a chiudere una storia che mi stava facendo lentamente a pezzi, stavo perdendo ogni energia e serenità ma pensavo di nn poter vivere senza quella relazione, tutto ciò che rappresentava. Mi dicevo che poteva cambiare ma dentro di me sentivo che stava solo sprofondando sempre più in basso, verso l’abisso. Poi un giorno ho capito che nn sarebbe mai stato facile, che nn sarei mai stata abbastanza pronta. Che ‘the only way was the hard way’ ed ho chiuso. Sono stata malissimo, ma dentro di me ogni giorno mi facevo più forte. Ogni giorno in cui salvavo un piccolo pezzo di me, sacrificando quel ‘cancro’ che aveva avvelenato tanti giorni, mesi, anni…generando solo frustrazione e dolore. Ma la cosa che ho capito è che a volte bisogna semplicemente decidere.

    Fare il tuffo.

    Bisogna capire che nn si sarà MAI pronti per l’acqua gelida. Ma si arriva ad un momento in cui si è pronti per il tuffo. E non c’è altra strada. Passare i giorni a chiedersi di che temperatura sarà l’acqua nn fa altro che confonderci e rimandare la nostra liberazione. A volte il tuffo è concretamente minuscolo ma astrattamente enorme e difficile. Una telefonata, una mail. Prendere il ricevitore, fare quel numero e dire quelle parole. Sono gesti concreti. Sono i primi minuscoli sassolini di una grandissima frana. Ma li devi lanciare quei sassolini.

    Credici, Noemi.
    Non cullarti nel pensiero che prima o poi, un giorno, lei “ti lascerà andare”. Sei TU che devi prendere in mano la tua vita e puoi farlo da adesso. Da ORA e subito. Nn rimandare oltre, nn ha senso. Dai ascolto alla parte di te che nn si mente, alla parte di te che vuole una vita normale e felice per te, Gianluca ed Asia. E se quel sassolino vuol dire chiedere aiuto, fallo. Ascoltare una parte e negare l’altra non è facile, ma è il tuffo. Devi prendere fiato e saltare. Non c’è altra strada.

    Mia cara amica, per me sarebbe un vero piacere venire a trovarti nella tua splendida città e forse quel giorno verrà presto, magari a Settembre, se sarai sempre dell’idea :-) …tu nn lo sai ma Roma ho conosciuto uno dei miei più grandi amori, io avevo solo 20 anni. Lui dieci in più. Io ero single, lui no…ma che turbine di emozioni che ha portato nella mia vita, nel mio cuore! Per me l’isola tiberina è ancora oggi un posto magico. Tutta Roma mi parlava di Lui. Poi tutto è finito ma anche quel tassello è andato a far parte di me, di ciò che sono diventata. E’ una lunghissima e bellissima storia, magari te la racconterò un giorno guardandoti negli occhi davanti a una tazza di tè.

    Ps. Dopodomani ho l’esame di guida, teoria…prega per me!!

    Pps. Il mio numero è sempre lo stesso..:-P

    Buonanotte, amica.

    Elena

  10. Elena Says:

    http://www.youtube.com/watch?v=9b3Bhc-F8dM&feature=channel

    Ho trovato questo video su Youtube…mi ha colpito molto l’ultima parte, l’appello di ChiaraSole…

    • Noemi Says:

      In bocca al lupo! Dai che vai forte.
      Sono contenta che Roma ti ricordi un grande amore, in fondo è cosi romantica e spero davvero che tu a settembre abbia ancora voglia di venire, specie dopo quello che sto per dirti.

      Stavolta mi vergogno, ma non posso mentire, non su questo blog, non su questo spazio che ho unicamente creato per essere sincera come non lo sono nella mia vita di ogni giorno.
      Come non lo sono neanche con me stessa…Già.

      E non posso neanche mentire a te, perchè sarebbe ancora un inganno nei miei confronti.

      Ho trascorso questi giorni leccandomi le ferite, ma non solo quelle dell’anima, ma quelle che una lama tagliente ha infierito sul mio corpo.
      La gamba destra, la gamba destra… perchè poi ho scelto proprio quella non lo so, ma posso risponderti del perchè di una gamba…facile, i polsi vanno di moda in inverno.

      Dopo i primi 2 o 3 tagli il dolore non lo senti più e continui e affondi, taglietti leggeri per saggiare, poi lunghi, poi più profondi, poi ti perdi, poi il nulla, se non quello scempio che hai davanti agli occhi.
      Occhi che non sanno più guardare.

      Ricordi? La follia, chi siamo noi per dire che qualcun altro è folle.

  11. Elena Says:

    Cara Noemi,
    nn devi vergognarti.

    E poi di cosa? Vergognarsi di stare male? Di stare così male dentro da finire per DOVER rovesciare fuori il dolore, in un modo o nell’altro? Non c’è nulla di cui vergognarsi. E’ un problema, molto grave. Come purtroppo ne esistono molti e come ne hanno in tanti. A giorni vorrei parlarti, ci sono molte cose che vorrei chiederti, che vorrei capire.

    Un mio amico una volta mi ha scritto che per capire una persona bisognerebbe ’stare nelle sue scarpe’ e quindi io, dall’altra parte di queste pagine, posso solo provare a capire, provare a immaginare…le cose che vorrei sapere.
    Io posso solo dirti ciò che vorrei per la mia amica Noemi. Posso solo dirti ciò che farei se potessi prestarti le mie mani, la mia voce per un tempo sufficiente per evadere dal controllo che il diavolo esercita sulle tue stesse convinzioni e tramite loro, sulla tua forza di volontà. Prendere io la cornetta, fare io il numero, parlare per te. Ma nn è possibile.

    Io so che, al posto tuo, cercherei aiuto. So che tu già lo hai fatto in parte, ma nn ne so abbastanza per poterti spingere a cercarne di più. Tu sei nelle tue scarpe e nella tua vita e io, da qui, da questo spioncino sulla tua anima, posso solo mandarti le mie parole e dirti che ti sono vicina, che vorrei poterti aiutare. Per quanto personale, questo blog è uno spazio pubblico e tante parole che forse vorrei dire e domande che vorrei farti, nn le scrivo in queste lettere. Ma se ti va di parlarne, sai dove trovarmi.

    Stamani ho passato la teoria. Ora mancano solo le guide e poi una parte della mia vita cambierà per sempre, mi sembra incredibile di aver finalmente detto “LO FACCIO!” e aver dato seguito alle mie parole. A volte dentro di noi sappiamo benissimo cosa dovremmo fare, cosa è bene per noi. Basta tuffarsi, saltare.

    Ti abbraccio fortissimo

    Elena

    Ps. Ovvio che a Settembre ti vengo a trovare…:-PPP

    • Noemi Says:

      Sappi che io peso sempre molto le parole che mi vengono rivolte, quindi a settembre verrai a Roma!
      O vuoi deludermi??
      Sarò felicissima di ospitarti nella mia città, anche se Roma è una città un pò di tutti…

      E’ vero questo blog è uno spazio pubblico, ma più di questo non sapevo proprio cosa fare… però mi ha aiutata in parte proprio per questo.
      Sapere che chiunque può leggere e commentare mi ha fatto prendere coraggio nell’affrontare giudizi e commenti, come nella vita reale, anche se di persona non espongo mai tutta la mia sofferenza, anzi per niente.

      Tu puoi chiedermi tutto quello che vuoi e se vuoi aiutarmi e starmi accanto è anche giusto capirne di più, altrimenti si rischia di fare danni…

      Se vuoi ti presto volentieri le mie scarpe, le più belle con il tacco alto e piene di stras e un vecchio paio di scarpe da ginnastica per correre non sapendo neanche dove poi andrai a finire…

      Però io aggiungo una cosa, le persone come me dovrebbero vedersi con gli occhi delle persone come te e forse vedremmo le cose nel loro giusto ordine.
      Ma puo essere possibile questo? No.
      Gli occhi sono a dotazione personale, niente scambi.

      “Due grandi e amorevoli braccia”… ricordi?
      Bhè, diciamo che l’altro giorno accanto a me non c’era neanche un piccolo dito e la solitudine mi ha sopraffatto e il male ha vinto.
      Almeno per quel giorno.

      Il giorno che mi vedrai ho tanta paura di deluderti, tanta e magari penserai che sono grassa ma non avrai il coraggio di dirmelo.
      Per educazione o per un eventuale suicidio sulla coscienza.

      Comunque se vuoi venire prima per me va benissimo, sempre dico davvero, quando vuoi, anzi, alle volte abbiamo bisogno di stravolgerci un pò…prendi e parti e se vuoi ti ospito,ok?

      Però anche io una cosa la devo sapere obbligatoriamente subito:
      AMI GLI ANIMALI? E dico tutti gli animali!
      Dal pesce rosso al mammuth!
      Per me sono la mia vita.

      Ti abbraccio

  12. Elena Says:

    Mia cara Noemi,
    innanzitutto GRAZIE della tua gentilezza e ospitalità…a me piacerebbe molto venire a trovarti a Settembre, prima purtroppo sono davvero FULL! Tra le guide fino a fine mese e le ferie di Agosto, tutto il mese! Ma, eccetto impegni gravosi (lavori o problemi vari…), farò il possibile per venirti a trovare a Settembre o comunque appena potrò. Il fatto è che, come immaginerai, il fatto che io nn abbia un lavoro qui a casa pesa molto…ogni volta che dico ai miei che parto, vado a Ts o da qualche altra parte, la cosa suona sempre come ‘parto in vacanza’ e quindi subito mi viene fatto notare che DOVREI RESTARE e cercare lavoro. E’ giusto ma mi mette nella condizione di dover ‘dilazionare’ le mie partenze. Insomma, se resto via tutto Agosto, potrebbe esser difficile per me venire a Roma subito i primi di Settembre…ma ti prometto che, a breve, farò questa visita per me molto gradita. Tu abbi fede e pazienza, ok?:-)

    Sappi inoltre che al mio arrivo alla stazione, quando ci vedremo, nn ci sarà nulla che possa deludermi. Io nn vengo per trovare qualcosa che ‘mi aspetto’ ma per conoscerti e parlare un po’ con te (anche delle famose cose che vorrei sapere e chiederti), visitare se vorrai la tua bella città. E se sei tu che scrivi in queste pagine, credo che nulla di ciò che troverò potrà essere in alcun modo ‘deludente’ per me, sai? Stai serena.
    Ma una cosa la aggiungo però: dovrai essere sincera con me senza avere paura. Se qualsiasi cosa io farò o dirò dovesse anche solo minimamente turbarti o farti arrabbiare, voglio che tu sia schietta e diretta come faresti tra queste pagine. Solo così potrò iniziare a vedere meglio il cammino da seguire per camminare senza fare danni che magari nn so nemmeno di provocare, ciò che posso lo vedrò – spero- da me. Questa cosa la chiedo a te come la chiedo a tutte le persone che fanno parte della mia vita. Sincerità, schiettezza. Solo con la chiarezza e la trasparenza si mantiene forte un rapporto, di qualsiasi tipo. Ogni rapporto che nn è vero, finisce per deperire e spegnersi.

    Amo gli animali?
    Mia dolce Noemi, sai, io sono stata una bambina molto fortunata da questo punto di vista: mio nonno aveva una fattoria. Proprio qui dove oggi è rimasta solo la nostra casa e un orticello, una volta sorgevano vigne (mio nonno faceva il vino), recinti di animali, una immensa campagna (ogni fattasi un mucchio di erba e cespugli…perchè nessuno ci va più), un piccolo bosco tutto nostro. Io sono cresciuta felice tra asini, cavalli, galline, pulcini, conigli, gatti, cani, pesci, rane. In casa avevamo un grande acquario pieno di pesci e poi anche tartarughe. Ho vissuto tutto questo così da vicino che è diventato parte della mia pelle, parte dell’amore che i miei nonni davano a me e mia sorella, parte della mia anima. Ho un grande rispetto e amore per ogni creatura vivente e nn solo animale ma anche vegetale. Per me ogni animale e ogni albero è una parte del nostro mondo al pari delle persone. Odio qualsiasi violenza sugli animali ma anche chi nn rispetta la nostra terra, gli alberi, l’acqua (hai presente i classici sacchetti nel mare?GRRRR). Noi abbiamo sempre avuto animali fuori e dentro casa. Una volta avevamo anche un ghiro!:-D Per il resto, se vuoi vedere l’attuale coinquilino della nostra casa, vai sulla mia pagina personale, c’è un mini-album interamente dedicato a LUI!!:-P

    Sto leggendo un libro, forse lo hai già sentito. Io era un po’ che ne sentivo parlare e così alla fine l’ho preso: “Tutto il pane del mondo” di Fabiola De Clerq. Ieri notte ho trovato un passaggio che mi ha fatto pensare a ciò che ci siamo scritte a volte tra queste pagine. Te lo riporto:

    “Tremo, ho freddo e una struggente voglia di piangere che devo combattere.
    Non ho il coraggio di entrare nella depressione.
    Fino a quando resisterò nn dovrò entrare in contatto con la realtà, una realtà che una parte di me conosce ma che combatto ad ogni costo da sempre, rischiando di morirne o comunque di nn vivere.
    Lasciarmi andare potrebbe significare affrontare una vera solitudine dalla quale ho il timore di nn poter uscire.
    Una condizione quella che mi metterebbe di fronte a uno stato di provvisoria vulnerabilità prima di poter ricostruire qualcosa di nuovo che forse un domani mi permetterebbe di vivere senza le difese perverse che mi hanno sostenuta per una vita intera. E’ questo il momento che ho paura di affrontare.
    Una nascita senza genitori, con un’analista sì che mi sta vicina, ma che nn mi da ancora la certezza di potermi veramente sorreggere.”

    Oggi è il primo giorno da qualche mese in cui nn devo studiare per la patente e quindi posso dedicare un po’ di tempo alla lettura del libro, è breve, lo finirò oggi. Più tardi andrò a fare una passeggiata con l’inquilino quadrupede :-) . Fuori c’è un sole caldo e disteso, dalla finestra entra un rassicurante rumore di cicale che mi ha visto crescere.
    Ti mando una fetta di questa pace, amica. E’ per te.

    Ti abbraccio

    Elena

    • Noemi Says:

      Conosco perfettamente quello che voleva dire la traccia del libro, libro che anche se non letto conosco bene.
      Ovviamente la tua sensibilità ha saputo cogliere…

      Mi ha messo molta tristezza la descrizione di quello che deve essere stato un piccolo bosco incantato, dove hai avuto la fortuna di crescere scoprendo la natura, i nostri amici animali e il rispetto per ogni forma di vita.

      Non so, ma è come pensare alla piccola Trilli, nata nell’isola che non c’è, dove fate, animali e natura vivono insieme all’insegna del rispetto…bhè, immaginarla che vive in città e che prende la metro per andare al lavoro… disbosca boschi per costruire parcheggi e magari pure abusivi.
      Ho esagerato? Vabè, era per rendere l’idea…

      Schiettezza? Gioia da me è obbligatorio pretenderla!
      forse dovrai avere un pò di pazienza, dovrai prendermi per mano e condurmi a fare i primi passi.
      Ma stai tranquilla, qualsiasi cosa io ti dirò sarà perchè il mio cuore sarà pronto a farlo.

      Per il problema denaro immagino perfettamente la situazione, non serve che tu mi spieghi, prendi un bel pocellino, lo riempi di monete e quando sarà pieno avrai il biglietto per Roma.
      Saprò aspettare.

      Ti aspetto,un bacio.

  13. Elena Says:

    Buongiorno amica!
    Che bello aprire la posta al mattino e trovare la tua mail ad accompagnare il mio tè e biscotti.

    Non devi temere per il bosco incantato in cui la fatina è cresciuta. Esiste ancora tutto, dentro Trilli. Nessuno potrà mai separarmi da ciò che ho vissuto e dalle cose che ho imparato, fanno parte di me. Per fortuna anche queste cose belle, insieme a quelle brutte. E’ tutto unito e inscindibile da ciò che sono, dalla bambina che ero. Ma nn si può restare bambini per sempre e forse nn si deve. Vivere in un’eterna isola che nn c’è come quella che aveva M.J…che però alla fine forse diventerebbe una prigione in cui rivivere un’infanzia che vorremmo custodire o forse riscattare. Ma sarebbe una prigione, anche quella. E la nostra vita da ‘grandi’ passerebbe davanti ai nostri occhi ciechi, che nn vogliono vedere oltre quelle mura fatate e bellissime ma che ci impedirebbero di crescere, di vivere…ogni cosa. Anche quelle cose che forse ne varrebbero la pena.

    Ieri pomeriggio ho finito il libro di cui ti parlavo, nn sai quanti altri passaggi mi hanno fatto pensare a queste pagine. Come dici tu stessa, tu conosci questo libro pur nn avendolo mai letto. Te lo potrei dire anche io, perchè alcuni punti del libro sembravano trascritti da queste pagine…ma nel libro ci sono anche delle riflessioni che forse potrebbero essere utili…come si direbbe in inglese, “it’s up to you”, ovvero “tu decidi”. I miei sono sempre umili consigli.

    Ieri notte ho controllato i treni per Roma, solo per avere un’idea dei prezzi…Trenitalia sta diventando davvero inaccessibile, con qualche eccezione ragionevole, per fortuna…:-)
    Qui stamattina diluviava, vento fortissimo e grandine. Sai quelle mattine in cui stare sotto le coperte è la cosa più bella che c’è? Ecco, era una di quelle mattine. Ora è uscito il sole e il balcone qua fuori è pieno di farfalle e lucertoline…quando il tempo è così tempestoso, l’aria del sereno è ancora più fresca, più pulita, più limpida all’orizzonte. I colori esplodono, il vento è una vivace brezzolina ora.

    Tu andrai in vacanza quest’estate? Se si, dove? Io il 27 partirò con Lui per la Croazia. Sei mai stata lì? Il mare è turchino e di cristallo, odore di pini e oleandri sulle rive. Splendido. Sono molto contenta, avevo bisogno di allontanarmi da qui per un po’, stare senza macchina in un paesino isolato dalla città nn è il massimo, a volte…

    Per quanto riguarda la schiettezza nn ti preoccupare, ci daremo una mano a vicenda :-)
    Io sono sempre molto trasparente nel rapportarmi agli altri, infatti a volte mi trovo a nn capire certi atteggiamenti, sotterfugi, giri di parole, specie nel lavoro. Sono comunque sempre per la sincerità accompagnata dall’educazione e dal rispetto. Otto anni di convivenza all’università mi hanno ben addestrata in questo senso! Lo sai che il tuo lavoro è uno di quelli che mi hanno sempre ‘tentato’? :-)

    1Bacione

    Elena

    • Noemi Says:

      Amica mia, forse mi sono persa un pezzo…con il tuo lui??
      Non avevo capito che fossi fidanzata, credevo che fossi inamorata di una persona che non c’è più…ho capito bene?
      Credevo che fossi single e che non riuscissi a dimenticare…

      Stella, la cosa più brutta è stare con una persona e pensare ad un’altra, una che magari neanche se lo merita.
      E’ questo il riassunro?
      Se è così è ingiusto, lo è per la tua felicità, ma ne so troppo poco di quello che ti è successo.

      Il mio piccolo bosco, la mia isola che non c’è, io non l’ho mai avuta, ho avuto solo una prigione e non era di certo d’oro…neanche della peggiore bigiotteria.
      Non si può restare per sempre bambini, me si dovrebbe essere bambini almeno per un pò non credi…

      Ogni volta che mi dicevano che ero bella, quella è stata la mia prigione, da sempre, sembravo felice, sorridente, sempre al centro dell’attenzione, quella sempre invidiata, quella “perfetta”.
      Dio che prigione terribile!
      Non riuscivo neppure a respirare.

      Vedi io ho letteralmente due personalità e spero che questo non ti spaventi…

      c’è la Noemi che vedono tutti, quella estroversa, bizzarra, fantasiosa, sempre allegra, quella che osa, quella che vive fuori dalle regole, quella che ha quel non so che di “speciale” che fa tanto ammaliatrice…

      Ma quel mistero altro non è che la mia malattia, che confonde, che mi rende ” mistreriosa”, che porta fuori strada tutti, nessuno capisce più come sono e divento diversa, particolare…pensa che bluff…
      Se invece sapessero…ma forse un pò speciale lo sono davvero, ma non per tutte le cazzate che ho scritto sopra.

      Grazie per le tue parole che mi fanno sempre sorridere di dolcezza e questo non mi capita quasi mai, tranne quando vedo mia figlia o qualsiasi animale, mi bucano il cuore…

      Vado all’isola d’Elba e si sono stata in Croazia.

      Ti aspetto a Roma,baci.

  14. Elena Says:

    Ps. C’è solo un animale che nn sopporto e di cui auspico continuamente l’estinzione: la zanzara! :-O

  15. Elena Says:

    Amica mia,
    sai cosa mi piace di queste pagine?
    Che sono fatte di cose vere. Alcune scomode forse, ma tutte vere.
    E anche io qui posso dire ciò che penso e che magari a volte tento di dimenticare.

    La mia vita sentimentale è sempre stata una canzone con le stesse note che si sono ripetute, con alti e bassi, ma sempre con la stessa melodia di fondo. Da SEMPRE ho la sfortuna di innamorarmi perdutamente di persone che sono (o si rivelano poi, più spesso dopo un po’) INCAPACI di amare oppure (caso meno comune per me ma più comune per altri…) che nn amano me. Per un motivo o per l’altro, in un modo o nell’altro. E la nota che si alterna a questa, che pur essendo la più dolorosa è anche la più viva, è rappresentata da storie con uomini a cui mi lego molto ma di cui nn ‘cado’ mai davvero innamorata, ma con cui costruisco dei legami nn distruttivi, che mi fanno almeno sentire felice e serena. Nella mia vita nn ho mai avuto entrambe le cose: o Amore o felicità serena. Ho sempre dovuto scegliere e purtroppo ho sempre seguito il mio cuore. La cosa è aggravata dal fatto che per mia natura raramente mi innamoro di qualcuno, è davvero difficile che trovi quell’emozione così forte…ma forse questa cosa vale un po’ per tutti.

    La persona con cui sto adesso è stata a lungo il mio migliore amico, è diventato ancora più vicino a me quando un anno fa ho dovuto smettere di sentire quell’altra persona (a cui a volte ripenso) e sono stata da cani. La cosa più difficile è stata levarmi il senso di sporco che quell’uomo mi aveva lasciato dentro. Come mangiare una cena deliziosa e alla fine scoprire che era fatta solo di fango e vermi. Lui prima era amico di entrambi…e di fatto lo è ancora…A Febbraio di quest’anno tra noi è iniziata una relazione che va oltre l’amicizia ma che, con mio grande rammarico, nn è diventata amore, nn di quello con la A maiuscola. Ma con lui almeno sono serena. Mi sento amata e mi diverto, stiamo bene. Sono stufa di andare cercando col lumino il prossimo stronzo che mi spezzerà il cuore. Io nn voglio ascoltare il mio cuore se mi porta all’umiliazione, alla sofferenza, alla negazione di ciò in cui credo. L’ho fatto troppo spesso in passato e oggi applico le lezioni che ho appreso.
    A volte mi sento molto egoista ma poi penso che io ho bisogno di ciò che io e lui abbiamo ora…e non riesco a convincermi che sarebbe meglio stare sola perchè di fatto nn lo penso. Io nn voglio stare da sola. Senza contare che lui è ancora il mio migliore amico, gli voglio un bene infinito e nn riesco a immaginare la mia vita senza di lui…:-(
    La cosa peggiore è che quando Lui mi racconta che l’idiota (l’ex) esce con tizia, caia, sempronia e tutte quelle con cui riesce a far qualcosa…io sento ancora il fastidio, la gelosia…e mi chiedo come si fa ad essere gelosi di un essere simile…ma mi disintossicherò prima o poi, cavolo!!!
    Non voglio dire che nn provo amore per il ragazzo con cui sto ora, ma che nn è come con l’altro. E’ diverso ma è un legame che esiste anch’esso.
    Un bel casino, eh? Lassamo perde…per le mie pare sentimentali un blog nn basta :-P

    Si amica, hai ragione.
    Un’”isola che nn c’è” dovrebbero poterla avere tutti i bambini, finchè sono tali. Ma la vita è uno schifo per molti aspetti e spesso le cose nn vanno come dovrebbero…purtroppo. Persino sulle isole più belle, a volte ci sono giorni bui e notti troppo lunghe. Purtroppo.

    Qui oggi ha diluviato ancora, sai? Grandine e vento fortissimi, la casa della mia vicina aveva 3 cm d’acqua e fango su tutto il pavimento, balcone, moquette!!:-O Nella zona dove vivo è stato dichiarato lo stato d’emergenza civile per calamità naturale!!AZZ. Vabbè…speriamo nn degeneri. La mia casa per ora è ok, a parte le macchie di pioggia sui vetri…ma questo nn è nulla di grave.

    Hmm…due personalità, dici? In che senso?
    Sai, io credo che ognuno di noi abbia diverse personalità con le diverse persone della propria vita. E’inevitabile. Se noi fossimo noi stessi (esponendoci al 100%) sempre con tutti, ci faremmo presto molto male. E’ giusto e normale che il nostro livello di ‘esposizione’ vari al variare di coloro che ci troviamo di fronte, no? Almeno io la vedo così.
    Perchè dovrebbe spaventarmi?

    Sono felice che le mie parole ti facciano sorridere. Te li meriti un po’ di sorrisi, non credi??
    Ti abbraccio forte

    Elena

    • Noemi Says:

      So bene cosa intendi…anche io ho sempre avuto molta difficoltà nell’innamorarmi, questo per due motivi:

      da una parte sono una persona che da un significato importantissimo alla parola amore, credo infatti che si possa nella vita provare dei grandi sentimenti ma, l’amore è un’altra cosa.

      Credo che non tutte le persone siano in grado di provarlo veramente, è quindi un privilegio amare, anche se poi le cose vanno a finire come sappiamo.
      Noi non dobbiamo paragonarci alle persone che ci hanno fatto del male, se noi abbiamo amato vuol dire che siamo pieni dentro.
      E se tanto amiamo, tanto soffriamo, questo è il prezzo.

      Il secondo motivo è che credo realmente che si possa “amare” veramente due volte nella vita e forse non di più.

      Il primo è il nostro primo amore, quello che ci ha strppato il cuore dal petto senza chiederci il permesso, quello che comunque ci ha dato la capacità di amare anche se a caro prezzo.

      E il secondo è quello che arriva e spazza via tutta quella sensazione di sporco e di sofferenza viva lasciandone solo un ricordo nel cuore… credo che questo sia l’amore più difficile da trovare.

      La cosa più sbagliata è fare i paragoni, lui era così, l’altro era cosà….
      Non ci sono paragoni, perchè gli amori arrivano in momenti diversi della nostra vita, nelle varie stagioni che viviamo, l’adolescenza, l’età adulta, sono fasi diverse…

      Se ora ti senti felice così vai avanti, basta solo non far del male a chi non lo merita, ma questo già lo sai.
      Il vero amore, o puoi chiamarlo ” l’altro amore”, non è ancora arrivato, altrimenti non mi scriveresti certe cose… quando arriva lo riconosci e basta.

      Io sono stata fortunata, l’ho trovato.

      Ti abbraccio

  16. Elena Says:

    Cara Noemi,
    eh si…hai ragione. L’amore è molto raro. Nn so se esista, come dici, un numero preciso di volte in cui lo incontriamo…ma una cosa è certa: quando arriva, è impossibile nn sapere che è lui. Non ti lascia scelta.
    Ti toglie e ti da tutto nello stesso tempo, apre i tuoi occhi sulla bellezza del mondo e della vita, ti da le ali per librarti sopra a tutto.
    O a volte ti sotterra all’inferno.

    Credo di poter dire di aver incontrato il primo amore, saprei fare il suo nome e cognome. E’ stata una storia durata anni e finita lasciando davvero molto dolore e vuoto. Ma anche molti insegnamenti che hanno cambiato il mio modo di vedere il mondo e le persone.

    Ma spesso mi sono chiesta…e se l’Amore nn c’è? Putroppo la sua assenza nn cancella il nostro bisogno di dare e ricevere amore, calore, affetto…è sbagliato cercarli anche in chi magari nn si ama così devotamente e profondamente?? e se si, come si può star senza?

    Questa è una questione ancora aperta per me perchè nn posso dire di aver Amato tutti i ragazzi con cui ho avuto legami, magari anche duraturi. Il mio primo amore è stato un colpo di fulmine, fortissimo. E nn dimenticherò mai la forza e la velocità con cui quella luce ha riempito la mia vita e il mio futuro, in un millisecondo.

    Eppure, sai quella persona che sto cercando di cancellare? Lui è iniziato come un’amicizia, poi diventata un legame bellissimo che mi ha aiutato a farmi forza e a uscire proprio da quell’amore buio in cui mi ero persa e stavo affondando…ed entrambi sapevamo che sarebbe finita quando io avessi lasciato Trieste, solo pochi mesi…ma poi…stava nascendo qualcosa di molto più forte per me. Mi stavo innamorando.

    Ma questa piccola storia è stata abortita dalla violenza della realtà e dalle sue bugie. Naturalmente l’acqua sporca è venuta in superficie quando ormai era troppo tardi e per molto tempo nn sono riuscita nemmeno a credere che quella fosse la realtà, una parte di me la negava spasmodicamente…

    Beh, inutile farneticare così tra queste pagine. Se vorrai, quando ci vedremo, ti racconterò meglio delle mie disgrazie.

    Ti abbraccio forte

    Elena

    • Noemi Says:

      Purtroppo so fin troppo bene quello che vuoi dire…
      Sai qual è un altro errore che si fa con il primo amore?
      E’ quello di idealizzarlo, di metterlo su di un piedistallo d’oro e di lasciarlo li in adorazione…

      Dandogli tutta quella luce che poi in realtà vediamo solo noi, ed è per questo che quando lo sporco viene fuori e ricopre di melma quel tanto adorato piedistallo, che poi al massimo poteva essere di plastica, ci crolla tutto il mondo.
      Sbaglio?

      Nel mio caso almeno è andata proprio così, ma come dici tu la storia è davvero troppo lunga da raccontare, ma quando ci vedremo potremo confrontare di persona le nostre tristi vicende per poi tirarne fuori quacosa di positivo.

      Sono una specialista in questo… dalle mie terribili vicende ho sempre cercato di trarne forza è per questo che sono soprevvissuta.

      Quello che posso dirti, per tornare alle tue domande, è che se tu sei onesta e sincera con la persona che ti è accanto senza nascondere i tuoi reali sentimenti verso di lui… allora va bene.

      Cioè, che sia vero amore o un grande affetto tu questo lo devi sapere, ma soprattutto lo deve sapere lui, devi dargli la possibilità di scegliere se accettare quello che tu puoi dargli…
      Solo allora credo che riuscirai a viverti questa storia ponendoti nel profondo meno domande.

      Spero che tu non abbia frainteso le mie parole, non voglio giudicarti, non sia mai, non fa proprio parte di me…
      Ti parlo come una sorella, con il cuore in mano e soprattutto capendo fino in fondo il tuo dolore e le tue paure, questa volta sono io che ti sto vicino.

      Ti sto vicino perchè ho camminato attraverso il tuo stesso sentiero di amore e dolore, di rabbia e rancore, di domande che non avranno mai risposte… di tutti quei perchè…

      Quando non lo so, ma so che arriverà, deve arrivare…
      il tuo amore arriverà, devi solo lasciare la porta del tuo cuore aperta, anche appena socchiusa… ci penserà poi lui a farsi spazio, dolce e prepotente come solo l’amore vero sa essere.

      Però ti prego, riporta sulla terra quel tuo amore passato, non lasciarlo in alto nel cielo, non è il suo posto.
      Non è tra le stelle che deve stare, non è riscaldato dal sole che deve essere… dagli il suo giusto valore, per tutta la scorrettezza che questo ragazzo ti ha inflitto, l’hai amato e forse anche lui ti avrà amato, ma ad oggi merita tutto il candore delle tue parole?

      Si è stato amore e so che vuol dire, ma so anche cosa vuol dire ricominciare, con tante paure, ma cominciare a ricostruire.
      Devi valutare quella persona per quello che ti ha dato e che ti ha fatto e non credo che sia stato onesto come lo sei stata tu, vero?

      Solo se ridimensionerai il suo valore, solo allora sarai più obbiettiva e comincerai a darti le possibilità che il tuo cuore merita di diritto, promesso??

      Ti abbraccio

  17. Ele Says:

    E’ arrivato anche per me il momento di raggiungervi e condividere un pò della testa che mi porto attaccata su queste larghe spalle che presagiscono un corpo alto di non più di 1,54 cm invece… .(SOB! Ad ogni buon modo mi sono letta stasera tutti gli scambi tra te , dolce e tenera Elena e la mia amorosa Noemi.
    Colgo l’occasione per dire che… beh lo dico?! UFFA SONO GELOSAAAAAAAAAAAAAA!! Ahhahahah ehh sì sono gelossisima della “mia” Noemi però taaanto ma taaanto fiera che oggi dopo anni si ritrovi ogni giorno a ricercare risposte, digitare se stessa traducendo attraverso questo mezzo un intossicazione di emozioni che cambiano e modificano le Noemi momento per momento. Sono fiera di tanti dei passi fatti e che non si riconosce e mai abbastanza. Ho spesso sentito come stasera un caldo appiccicoso tentare di soffocarmi e stringermi tentando pensieri negativi ma devo dire che i passi fatti giorno dopo giorno e i traguardi raggiunti con tatna fatica oggi posso ammettere di riconoscerli e questo è già un gran punto di vantaggio. Quando il pensiero ossessivamente si insinua tra le pieghe dei miei pensieri e inizia a rutilare vorticosamente spingendomi o tentando di farlo verso un gesto o un pensiero sbagliato cerco di fotterlo e la maggior parte delle volte vinco io. Ha ragione Elena nel dire che tu non sei la malattia. Tu sei Noemi prima di ogni altra cosa e devi combattere con qualcosa di orribile ma i tagli non tolgono i tagli e il sangue fanno solo piangere la tua pelle ma la tua anima così non si libera ma esaspera ulteriormente. Sono orrenda, brutta, grassa e flaccida, sempre di più, ho le borse sotto gli occhi, una pelle di merda da quando sono nata, eczema e ora anche psoriasi, e lo specchio, cioè non lui il mio cervello mi rimanda questi pensieri ogni volta che lo specchio mi si avvicina ma io ho imparato a ruotare su me stessa e ridere e piancgere di questi pensieri e del dolore che mi provocano e non do adito alle mie mani già segnate dal dolore di anni di farmi altro male proprio perchè non lo merito so di non meritarlo e il mio angioletto me lo ricorda a suon di grida proprio per salvarmi. Oggi, prpprio oggi pensavo a cose simili, sola e stremata, accaldata e sfiancata, poi mi sono detta che non doveva vincere questo rutilare inutile di pensieri futili e dannosi così mi sono alzata e ho dato sfogo a tutto un repertorio di canzoni che ricodavo a mente. Ho aperto la bocca e ho tirato fuori con tutto il fiato di cui dispongo note sonore, vigorose e di tanto conforto che mi hanno fatto tirare fuori tutta una rabbia repressa che ha solo legami con inutile passato ormai inutile da aggredire e rivolgere negativamente su di me e così mi sono sfogata. Sentivo i miei polmoni aprirsi e riempirsi d’aria, di piacere, di vita e poi il godimento nel raggiungere note alte. Ho studiato lirica per un pò forse questo manco lo sa nessuno. Per anni mi ricordo la enorme voglia di sfogarmi e questo era un modo poi l’ho abbandonato e invece mi rendo cosnto che è tanto utile anche perchè l’ossigeno arriva di botto al cervello che si inebria. Vorrei donare segreti a chi ancora si taglia per rivolgere il proprio dolore altrove facendolo sgorgare sì ma anche sfogare senza soffrine ancora di più. Bisogna rendersi conto che il vedere non basta, quando un pensiero positivo trafigge il cervello scatta un click e tak, una cosa che prima appariva banale o ovvia si capisce veramente solo in quel dato momento. A quel punto diventa una arma vera e positiva per progredire. Noemi tu che hai tanta paura di eliminare la tua malattia per paura che vivere sia più difficile e che chissà quale tipo di persona ti dovresti scoprire di essere in realtà dovresti già sentire in te che è solo la manifestazione della paura di vivere quella di abbracciare il male e tenerlo saldo ma so anche che fare un tuffo come scrive Elena può apparire dall’esterno una sciocchezza e un cambiamento radicale verso qualcosa di sconosciuto e temuto dall’interno di situazioni difficili. Io oggi e solo oggi ho imparato una cosa importante che mi ha illuminata e che voglio condividere qui… Soffro di attacchi di panico, i miei sono forti e terribili, alle volte il malessere si è protratto per giorni ed ore e giorni sembrava non dover finire. QUesto mie care tenere fanciulle è solo l’inizio di una nuova era, di una nuova Ele, sapete ho capito che questi attacchi mi sono venuti paradossalmente per sbloccarmi perchè altrimenti sarei rimasta sempre su quel cazzo di ciglio di trampolino mentre questo passagio mi sta dando la forza e rinvigorendo per affrontare la vita vera. Quella fatta di scelte importanti. In poco tempo ho cambiato vita, mi sono sposata, ho comprato casa e sto progettando un figlio… Dio magari fosse che il passaggio dovuto attraverso questo dolore sia il tunnel che mi porterà lontano perchè oggi e solo oggi è questo che sono arrivata a sentire dentro. Il famoso ritrovare un ele che non si sa chi è è questo. Sono a mezz’aria ragazze e mi cago sotto e piango ma piango anche di gioia. Sono sola e a mezz’aria e sto per raggiungere l’acqua che mi abbraccierà ne sono sicura e sarà come fare pace con me stessa, sarà ritrovare quella ele che ricordo correva incontro la gente sorridente vogliosa di parlarci e conoscerla. Oggi mi sto rinnovando e guardo attraverso quest’afa da quassù un uomo meraviglioso che mi ama e mi aspetta, lì, pacioso nell’acqua, una casa tutta nuova e da colmare di amore e creatività e tanto e tanto ancora… Lo sento ecco volevo condividere questo. Noemi lo so che provi quando ti guardi e so esattamente che sai che è falso ma ne soffri perchè lo vedi. E’ proprio la prospettiva che è sbagliata. Non è l’immagine o la percezione che abbiamo di noi ad essere noi. Sono l’acqua, le molecole, le cellule l’ardore, lo spessore, la cultura a fare di una persona quello che è. So anche che è banale banale e che l’attenzione sull’aspetto fisico nasce da profondo vissuto e accadimenti precisi ma è solo una cazzo di impressione errata di quello che siamo ed è assolutamente ininfluente. Sì ho un cazzo di naso acquilino che odio ma pensi che sarei diversa per te se non l’avessi?! Credi che mi stimeresti di più mi vorresti più bene?! Credi che se tu fossi davvero anche solo lontanamente quello che tu vedi allo specchio io non ti vorrei bene lo stesso?! Non voglio che mai e poi mai tu pensi che quando Elena ti vedrà potrebbe rimanere delusa perchè come anche lei ti dice non è l’aspetto in ogni caso che conta anche perchè saremmo tutti solo begli e inutili manichini da esibire. Cazzo credi freghi a Elena se sei alta magra mora o bionda?! A te frega sapere se lei lo è?! Lo so lo so è il tuo malefico diavolo che soffia nelle tue orecchie questi timori ma tu ormai lo sai che sono falsi. Comincia a prenderli per quello che sono, inutili suggerimenti cattivi. Noemi è bella e cazzo se dico bella dico bella e mica è poco! Alta o bassa, larga o lunga, tu sei NOEMI… ripeto N.O.E.M.I e devi rispettarti! Tu per prima!
    Ti voglio un bene dell’anima
    a presto
    ele

  18. Elena Says:

    Mia dolce amica,
    ho finalmente un po’ di tempo per scriverti in santa pace.

    Queste sono giornate molto intense, la mia vita si sta finalmente muovendo…o almeno io sto iniziando a spingerla in una direzione e spero che poi, magari, la cosa prenda velocità e si avvii da sola…ho deciso di partecipare a un concorso per la partecipazione a un master.

    Sarebbe una grande opportunità ma so che mi impegnerà tantissimo e che la mia estate vacanziera sarà tutta in compagnia di volumoni enormi e pieni di nozioni per la gran parte sconosciute…speriamo bene! E poi a Settembre ci sarà la resa dei conti e lì si vedrà se la mia spinta sarà all’altezza dell’ostacolo o se invece no e dovrò cercare altre strade, altrove. Sarebbe davvero una grande esperienza, incrocia le dita per me!:-)

    Hai ragione sul mio ‘amore passato’.
    Lo so che nn merita di stare lassù alla luce del mio ’sole’. E ci sono giorni in cui il suo pensiero nn mi sfiora, in cui mi dico che è acqua passata e mi sento sollevata e libera. Ma è strano come certe sere, sempre meno, il suo pensiero torni ad essere davvero insistente…

    La cosa assurda, e che sarebbe ridicola se nn fosse davvero triste, è che…questa persona nn esiste, nn è che un meraviglioso PERSONAGGIO fatto vivere per me (quale privilegio!) da un grande attore. L’uomo che io amavo nn esiste ed è quindi un ricordo, un’illusione quella che mi manca…l’immagine di quel ricordo capita essere anche quella di un uomo, l’attore, in carne ed ossa.

    Ma nn è LUI, nn è l’uomo che amavo e che nn rivedrò mai più. Questa è sempre stata la cosa che mi ha spezzato più il cuore, alla fine dei miei legami. L’idea di nn vedere più la persona. E, difatti, sono ancora in contatto con alcuni di loro. Ma nn con tutti, alcune porte sono state troppo difficili da chiudere per poter restare anche solo socchiuse. Da queste porte si scappa, nn si guarda mai indietro, forse per paura di sentirsi per un attimo ancora insicuri, ancora tremanti come quando le si è chiuse. Chissà…

    Mia dolcissima amica, ti ringrazio molto delle tue parole e dei tuoi consigli. Nemmeno per un millisecondo mi ha sfiorato la mente che tu mi stessi giudicando :-) Anzi ti ringrazio della tua dolcezza, di quella davvero nn ce n’è mai abbastanza. Credo di capire cosa vuoi dire con “devi dargli la possibilità di scegliere se accettare quello che tu puoi dargli…”.

    Io cerco di farlo ma la verità è che in certi momenti ci sono certe parole che urlano in gola e che faccio sempre più fatica a nn dire. Insomma, ‘ti voglio bene’ a volte sembra davvero troppo poco. Ma io sono sempre stata chiara. Ma come dice sempre Lui, nn posso fargli fare troppe ‘doccie fredde’…lui dice che sa tutto ma che preferisce che io nn gli faccia ‘certi discorsi’, lo rattristano sempre. Quindi i miei dubbi, quando li ho, me li tengo nella testolina. A giorni svaniscono e sono serena. Altri…beh, già sai.

    Sbirciando sul tuo blog, ho visto e letto il lunghissimo intervento di Ele.

    Carissima Ele (Elena o Eleonora?), queste righe sono per te.
    Sai che anche io sono alta come te? 2 cm in più ma siamo lì..:-) ihihih, nella botte piccola….
    Mi fa molto piacere che tu abbia letto le mie lettere con Noemi così ora anche tu puoi conoscere piccole parti di me che, giorno dopo giorno, vengono a galla tra queste pagine.
    Non essere gelosa della ‘tua’ Noemi..:-)) sono certa che Noemi ha un cuore abbastanza grande da contenere tantissimi amici, tutti quelli che merita di avere. :-)
    Magari se anche tu sei di Roma, un giorno potremo conoscerci, quando avrò il piacere di far visita alla padroncina del blog. Che ne dici?

    Caspita, si fa tardi…
    Domani ho la sveglia presto per dare il via al mio programma di studio intensivo.

    Lo sapete, Noemi ed Ele, che ci è entrato in casa un grillo?
    E’ enorme e verde scuro, tutte le notti canta lunghe e solitarie serenate. Il ‘grillo corteggiatore’, lo chiama mia mamma. Peccato che tutte le sue principesse siano fuori tra l’erba con altri corteggiatori infervorati!:-D
    Tentare di farlo scendere dal soffitto finora è stato inutile, gli lascerò aperta la finestra, chissà che nn capisca…:-)

    Ora andrò, leggo un po’ e poi nanna.
    Vi auguro una serena notte e sogni pieni di sole e cicale.

    Un abbraccio forte

    Elena

    Ps. Le guide continuano con successo! Ormai sono un giovane pilota F1 in erba!:-D ehehehehe

    • Noemi Says:

      Hai ragione, nessuno deve essere gelosa di nessuno, il mio cuore è un pò provato ma di certo c’è posto per entrambe.

      Sono molto fiera di te, hai preso coraggio, in fondo hai studiato così tanto e perchè mollare tutto?
      So che il lavoro è una piaga, ma hai studiato molto e devi continuare a farlo per raccogliere i tuoi meritati frutti, vedrai che ne uscirà qualcosa di buono… e poi guidi! Brava!!

      Quello che cercavo di dirti era proprio questo, il fatto di far crescere l’illusione di una persona che in realtà è così solo nei nostri pensieri, perchè alla fine sono stati solo una grande e amara delusione.
      Questi attori li conosco molto bene…

      Oggi sono un pò spenta, è stata una giornata un pò triste, ieri notte non ho dormito e quando la notte fonda mi assale cominciano gli attacchi di ansia, le ore passano e gli attacchi aumentano, fino ad avere delle allucinazioni…

      Abito in un giardino e comincio a sentire rumori e a vedere ombre dappertutto, un vero incubo è terribile non puoi capire… e ho tanta paura per Asia, comincio a pensare di tutto, che entri qualcuno e che me la portno via, mi sento così male.

      Ora ti do la buonanotte…sperando che lo sia..

  19. Ele Says:

    Ciao Elena,
    grazie sei sempre tenerissima. E’ strano ogni volta che leggo un tuo intervento mi stupisco di tre cose
    1) non usi quasi mai parolacce (io ne abuso mi rilassa)
    2) sei sempre “corretta” e educata circa il modo in cui esponi idee e concetti, molto rispettosa e riesci bene io non ci riesco molto
    3) hai una strana infinita sensibilità che mi fa davvero venire in mente il mondo fatato delle favole non so quanti anni hai ma leggendo alcuni passaggi sembri proprio una “fanciulla”
    Mi sconvolge quasi la tua “purezza”.
    Mi piace tantissimo quando racconti della natura in cui sei immersa me la immagino e mi ci perdo.
    Mi piace tantissimo che tu abbia sempre giocato con animali sarebbe stato un mio sogno da piccola invece sempre negato (anche solo avere un animale in casa) Io ho 37 anni suonati e mia madre si permette ancora di rompere i coglioni su ipotetiche (trall’altro) mie idee di prendermi un cane o un gatto; mi piacerebbe avere avuto le tue stesse esperienze con gli animali.
    Sì se verrai a Roma ci potremmo vedere ma dipende anche da cosa vorrà la mitica “padroncina”.
    Sono stra felice per te sia per le guide… sia per la scelta di tentare la via studi per concorso per master è una bella sfida e io personalmente caga sotto manco ci proverei perciò sono fiera e faccio il tifo per te! DAI DAI DAI
    Rigaurdo qual gran casino della tua vita sentimentale spero di avere la possibilità di scriverti prossimamente ora sono stanchissima.
    Notte dai Castelli Romani da dove il mare si vede, l’aria è pura e gli uccellini cinguettano al mattino e alla sera.
    Baci
    Ele, solo ele
    Notte io stanca

    • Noemi Says:

      Scusate ma mi untrufolo…
      Ele ti rispondo qui per tutti e tre i tuoi interventi,
      allora, 1:

      Sei proprio una scema, ma puoi essere gelosa di me? Ma da 1 a 10, quanto sei scema?!
      Come dicevo, il mio cuore è abbastanza scassato, ma è ancora in grado di amare tanto, altrimenti non soffrirei così…

      Ho avuto una amica tanto tempo fa, lei e il mio grande amore mi riempivano l’anima, erano le persone più importanti della mia vita.
      Loro non andavano d’accordo, lui era uno snob del cazzo e a lei poi, in fondo gli piaceva pure…anche perchè il suo obbiettivo primario era di farsi tutti i ragazzi che respiravano, meglio se fidanzati o sposati e con i soldi.

      Ma io non la giudicavo, l’amavo così com’era e avevo l’assurda illusione che non avrebbe mai fatto a me quello che le vedevo fare di continuo agli altri… ma così non è stato.

      Era sempre la solita storia, un amore a senso unico, voglio dire, le persone si scoprono veramente quando stai male, quando hai bisogno di loro, è troppo facile divertirsi e basta… non funziona così!

      Ti dico solo che al mio primo colloquio familiare lei era li e mi stringeva la mano, anche se poi ho scoperto che avrebbe preferito stringere quella dio mio fratello (sposato)… e anche qui non ci volevo credere.
      Era l’unica persona a sapere tutto, ma proprio tutto di me e poi me lo ha usato contro,si, direi proprio una gran bella puttana!!

      Mi sono sentita morire, mi avevano strappato nuovamente il cuore dal petto, prima lui ora lei.
      Ho poi avuto altre amiche (non come lei), ma non sono mai stata troppo fortunata, mi hanno tradita, per invidia, gelosia… di cosa poi.

      E anche ora, credevo di aver aggiunto un altro nome alla lista amici e invece, non so perchè, ma è andato tutto a puttane.
      Anche io amo dire le parolacce…

      Ele, tu lo sai quanta fatica faccio ogni volta che parliamo e che ti chiedo una sorta di “aiuto”, sai la fatica che ci metto nel dare fiducia ad una persona e quanto mi ci vuole poco per togliergliela, sono una malfidata, sempre sulla difensiva e che strapesa tutte le parole che le vengono dette,,, insomma, sono Noemi.

      Tornando a prima, 2:

      Nel mio caso, assai complesso, la mia terapista mi disse subito che non sarei mai guarita… e questo l’ho apprezzato, avevo bisogno di sentire la verità, senza illusioni ero abbastanza forte per accettarlo.

      Mi guardò negli occhi e mi disse che sarebbe stata dura, ma che un giorno avrei raggiunto un equilibrio, che avrei convissuto con i miei “alti e bassi”, ma che avrei potuto chimare la mia vita, VITA!
      Ancora non ho tutto questo equilibrio, ma un pò di cose le ho ottenute, no?

      La felicità per me è un’utopia, io morirei per vivere serenamente, si, la serenità, il cuore che batte sereno, la vita che finalmente non hai paura di vivere, sempre con l’inquietudine addosso…
      Quella serenità lavoglio ottenere e credo che piano piano ce la farò. La serenità…

      3:

      Hai ragione, Elena è deliziosa, nalla sua semplcità, nella sua gentilezza e nella sua educazione.

      Ti bacio

  20. Elena Says:

    Amica,
    eccomi di nuovo al sicuro tra queste pagine. Uno spazio in cui tutto viene rallentato e raccolto tra le parole e anche le cose che fanno male possono essere guardate in faccia e chiamate con il loro vero nome.
    Possono essere raccontate di nuovo.

    Una volta, nn ricordo dove, avevo letto dell’importanza della Narrazione che noi stessi abbiamo della nostra vita. Narrare ciò che siamo, ciò che viviamo ci aiuta a elaborarlo, a cambiarlo, a vederlo con occhi diversi.
    Ogni volta che lo narriamo a noi stessi o ad altri.

    Mi dispiace molto che le tue notti non siano sempre serene.
    In un certo senso, ciò che descrivi a volte capita anche a me. Sai, noi viviamo in una bella casa ma è anche molto isolato qui.

    A volte, la notte anche io ho sempre l’orecchio teso. E nelle notti peggiori, immagini che nn vorrei mai fossero reali riempiono la mia mente.

    Sai, io e mia madre siamo spesso sole qui, mio padre nn vive con noi, i miei si sono separati quando ero molto piccola, avevo 5 anni…e così qui in casa un ‘uomo’ (con tutto ciò che questa parola implica) nn c’è mai stato. Sempre noi tre, quando c’è mia sorella. O, in alcuni momenti, noi due.

    In quelle notte buie, io nn temo mai per me…ma per mia madre, a volte la vedo così fragile. Così carica di tutti i problemi che gravano sulla nostra vita e di cui io, aimè, conosco e aiuto a gestire solo in parte.

    Di questi tempi si sentono dire così tante cose che più nessuno si sente più al sicuro nel suo letto. Quindi posso capire come ti senti in quei momenti.

    Quando a me succede, cerco di fare qualcosa che mi calmi. Mi alzo, controllo la casa. Accendo le luci. Leggo un po’. Tengo il mio telefono cellulare acceso così so che potrei chiamare aiuto immediatamente se servisse. E alla fine, mi addormento.
    Nn mi succede spesso, ma certe sere si…

    Stasera è ancora una di quelle sere strane in cui il ricordo del mio ‘amore passato’ mi tormenta. Immagini confuse, una girandola dolce e amara di ricordi.
    Colazione a letto, colomba e latte al cioccolato.
    Mani strette all’ospedale, per la mia gastrite, “Calma, va tutto bene, va tutto bene…nn piangere, calma”.
    Notti a parlare.
    Gite in moto.
    Passeggiate nel pomeriggio.
    Gelati e gabbiani lungo il porto.
    Pensieri, speranze, sogni.

    Ahhh….bastaaaa…lo voglio spegnere!! dov’è l’interrutore del cervello? ?? dov’è?? Anche se forse nn sta lì il problema…-_-”
    Me hundo. (Traduz dallo spagnolo: Sprofondo)
    Basta…ripeto dentro di me…Nn esiste, nn esiste, nn esiste, nn esiste…nn è mai esistito…

    Mia cara amica,
    ho appena finito di leggere il tuo post di risposta ad Ele (colgo qui l’occasione per ringraziare tanto Ele per le cose carine che ha detto su di me :-) Grazie mille, sono contenta).

    Nn immagini quanto le tue parole mi richiamino alla mente.
    Oggi la mia vita è piena di persone splendide ma anche io, purtroppo, ho fatto brutti incontri. Parecchi. E si, hai ragione, nn c’è nulla di peggio di un’amica di quel genere, ho tristemente presente. Questa però è una storia davvero troppo lunga per essere narrata tra queste pagine, dovremo aspettare di poterci guardare negli occhi, oppure se vorrai, il mio numero è sempre lì sulla tastiera del tuo cellulare/telefono che aspetta solo che le dita lo compongano… :-P
    Come sempre, it’s up to you. Il tuo tempo è il mio, amica. Resto qui, nn scappo…:-)

    E adesso vorrei rispondere ad Ele.
    Mia cara, nonostante io sia davvero felice della tua positiva impressione, mi sembra doveroso fare alcune utili precisazioni (ehehehe..:-P):

    1)Io DICO parolacce, nn molto ma abbastanza spesso, a dire il vero!! :-D
    Solo che, in effetti, ora che ci penso, per iscritto mi capita meno! Ehehe…ma pensa che c’è un mio carissimo amico che mi ha soprannominato ‘il militare di Sorrento’…un motivo ci sarà!! ahahaha…:-D
    2)Sul punto 2 da te indicato, beh…nn so, sono lieta che questa sia l’immagine che passa perchè ‘corretta ed educata’ è quello che cerco di essere sempre nei confronti delle persone.
    3)Sulla mia strana ‘favoleggiante natura’..:-) nn so…anche questa è una cosa che nn mi suona nuova, una ragazza una volta mi disse che ero una persona molto ‘ingenua’, le sue parole furono “ a volte sei di un’ingenuità incredibile, disarmante. Forse alcune persone nn la ameranno ma per altre invece sarà irresistibile e ti ameranno per questa”. Nn so…anche il mio ex ragazzo mi diceva che ero molto ingenua, che vedevo sempre il buono delle cose, delle situazioni, senza vedere sempre il marcio, senza sempre il dubbio. Forse in parte è vero ma…immagino che dipenda dalle ‘lenti’ che ognuno indossa. In fondo, noi vediamo la vita come siamo abituati a viverla…

    Mi dispiace molto che tua mamma abbia sempre rifiutato di avere animali.
    Trovo che crescere convivendo con gli animali possa insegnare molto, anche sul rispetto per gli altri, per la vita in generale. Sull’umiltà e sull’amicizia.

    Le ultime parole sono ancora per la padroncina di questo blog…amica, grazie delle tue belle parole per me alla fine del post. Sei un tesoro.
    Io nn so nulla della terapia o del percorso che hai fatto con la tua psicoanalista, ma…e se nn fosse così? Se nn fosse vero che nn potrà mai finire? Ricordi ciò che ho scritto della narrazione all’inizio del post? Forse siamo noi stessi a decidere come raccontare il finale di una storia…nn la storia a sceglierlo per sé…pensaci…

    Vi abbraccio entrambe…

    Elena

    • Noemi Says:

      Sembra che tu mi abbia letto nel pensiero… volevo per l’appunto chiederti che rapporto tu avessi con i tuoi genitori.

      Sai, credo che ci sia un legame molto stretto sulla scelta dei tuoi compagni e l’assenza di tuo padre, è un pò una psicologia spiccia, ma credo sia così.
      Io ad esempio ho avuto un padre assente e un padre che mi ha rinnegato (in due non ne facevano uno) e questo è uno dei grandi dolori che mi porto dentro, comunque… ora non me la sento di raccoontartlo…

      Non so se per te è lo stesso, ma hai mai provato ad analizzare questo fatto? Magari ci ricavi qualcosa di buono…
      Quello che sto per dirti lo so di sicuro perche è uno dei tanti temi che affronto con la mia psichiatra:

      Quando una figlia femmina non vive la presenza del padre in un modo corretto e amorevole la sua autostima tende a non crescere e si scelgono poi dei fidanzati sbagliati, perchè non c’è mai stato un punto di riferimento…

      Io ad esempio non avevo la più pallida idea di come dovesse essere un ragazzo come si deve e non sapevo assolutamente che cosa dovevo pretendere e a cosa non dovevo scendere a patti…quindi ho fatto un casino…
      Pensavo che quelle poche attenzioni fossero anche troppo per me e quindi con la poca stima che avevo di me ho accettato molti comportamenti scorretti da parte sua…
      Ti ritrovi??

      Per quello che riguarda la tua ingenuità… sicuramente ne hai più di me, a me le illusioni me le hanno strappate via che ero solo una bambina, ma neanche di questo ho voglia di parlare.

      Non guarirò mai totalmente Elena, non si può guarire del tutto e vivere tra le favole, purtroppo per me c’è stato troppo dolore nella mia vita, troppo.
      Ma questo va bene, non mi spaventa vivere a braccetto con la bilancia, figurati… raggiungere una pace interiore… è questo quello che voglio, per godermi la mia famiglia.

      Voglio fare una passeggiata tenendo per mano mia figlia e mio marito, non sentendo strane voci nella testa e stando lontana da lame e lamette, voglio vedere un bel film alla tv tenendo una cioccolata fumante tra le mani e appoggiarmi sulla spalla calda di Gianluca, voglio cantare la ninna nanna a mia figlia senza piangere per i sensi di colpa che mi divorano…

      Voglio essere serena, è questa la felicità che voglio, tutto il resto posso sopportarlo, sto togliendo un velo alla tua ingenuità, ma a volte serve.

      Ora ti saluto e ti abbraccio come sempre.

  21. Assenza Says:

    Leggo le tue parole e mi sembra di averle scritte io…. Sono stanca, malata e a pezzi… Ma se ci è capitato tutto questo…un significato dovrà pur averlo?!

  22. Noemi Says:

    Me lo sono chiesta un milione di volte quale sia il motivo…
    E spesso, troppo spesso, credo pure che me lo sia meritato… per chissà quale colpa poi..

    Il problema è anche questo, credere che quello che abbiamo subito sia colpa nostra e che quindi dobbiamo espiare queste nostre colpe con chissà quali pene strazianti.
    Ma sarà veramente così?

    Abbiamo forse ucciso qualcuno? Abbiamo vissuto in un’altra vita dove siamo state crudeli esecutrici del male?
    Abbiamo, abbiamo… ma cosa abbiamo fatto? Cosa!

    Perchè a me, solo questa è la domanda che ogni giorno della mia vita mi tortura la mente.
    Perchè non posso essere una persona come le altre, perchè a me non viene concessa la possibilità di vivere, perchè!!

    Perchè nella mia vita c’è ststo solo tanto dolore, crudeltà… perchè mi hanno strappato l’anima e me l’hanno fatta a pezzi!
    Volta dopo volta… dopo volta… dopo volta, perchè!

    Sono stanca, malata e a pezzi.
    Ti abbraccio, Noemi


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