Famelica's Blog

Le "Paladine della follia" e le "Anime del niente"

In quel momento la morte mi trafigge 30 Maggio 2009

Archiviato in: Bulimia — Noemi @ 23:00
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Quando la paura ti afferra violenta per la gola, come una lama tagliente che prima di incidere si poggia sulla tua pelle, pesante, fino a non farti respirare più, fino al dolore più assurdo, quando il sangue ormai non lo senti più ed esiti, ti avvicini, cammini lenta, guardandoti le spalle, sentendo gli occhi del mondo pronto a disprezzarti… ma lì non c’è nessuno, sei sola, tu e lei.

Avanzi nel salone, giri un pò su te stessa, prendi tempo, ma il cervello comincia a pulsare a vaneggiare, senti brusii di giudizi, ombre che ti scrutano e tu sei li e stringi le braccia su te stessa, cacciando via quelle voci e dici no, oggi no, ce la posso fare, da oggi smetto, in fondo se si comincia in un giorno… si può anche smettere in un giorno no?

NO! ASSOLUTAMENTE NO!

E cadi vigliacca senza più forza di combattere, in quella morsa e cominci a “divorare” tutto quello che trovi e a bere pensando già a quello che devi vomitare, tutto, anche quello che non c’è…

E piangi e ti fai schifo, ti prendi a schiaffi, tu non sei quella nello specchio e urli dal dolore  e ti senti intrappolata in un corpo disgustoso che non è il tuo, ma la cosa peggiore è che tu non sai più dove sei… perchè neanche essere ridotta pelle e ossa farebbe di te una persona “felice”.
E la vedi, è la quella porta, sempre lì, chiusa come se all’interno custodisse un segreto.
Il tuo segreto, dove si apre un mondo fatto di vomito, tagli di lamette, pugni allo stomaco, bilancia… centimetri… fatto di un dolore impossibile da descrivere.
Poi quella porta si deforma, diventa sempre più grande, fino ad inghiottirti per poi risputarti fuori come una larva, strisciando, fino a riprendere quel teatro d’orrore, fino a che lo stomaco ce la fa…10,11,12 volte… fino a trovare di fronte a me mia figlia, in piedi che guardandomi piange impaurita.

E in quel momento, in quel preciso momento, capisco come la bulimia mi sta strappando la vita dal petto.
E guardo lei, che con un filo di voce mi dice “mamma tu sei tanto bella”… e in quel momento la morte mi trafigge.

 

15 Responses to “In quel momento la morte mi trafigge”

  1. brix63 Says:

    Anche se il mio tarlo era l’esatto opposto del tuo, riconosco nelle tue parole le stesse cose che provavo io…
    Tieni duro, non arrenderti, sono sicura che riuscirai ad uscirne fuori.
    Un bacione

  2. Ele Says:

    Non so se l’avete letto o se serve…
    cmq. ho trovto questo articolo… sotto c’è un commento…leggete se volete…
    http://www.psichesoma.com/bulimia-nervosa/

    Vorrei tentare di rispondere, ma… come rispondere alla lucida esternazione di eventi che solitamente accadono dentro e fuori in momenti di dolore acuto come in una crisi.
    E’ un vero e proprio sfogo, con parole efficaci e che catapultano chiunque, anche chi non conosce uno stato di sofferenza legato a qualsiasi tipo di malattia, alla raffigurazione precisa e intrisa di dolore dello stato psico fisico in cui ti trovi in quelle occasioni maledette. E’ come una melassa dolce e maleodorosa che ti avvinghia ti stringe e ti coinvolge contro voglia per poi lasciarti atterrito, disperato e senza parole, una violenza autoindotta e incontrollabile. Sento una forza travolgente nel modo in cui riesci a raccontare… le parole che scorrono sotto i miei occhi sono le stesse che ti vengono mentre scrivi di getto ed è incredibile pensare a quanto siano belle pur riflettendo un contenuto devastante. Oddio eppure quante e quanti e quante lo vivono quotidianamente. Ci sarà una fine una fine a tutto questo un equilibrio ritrovato, la mia mente vaga alla ricerca di parole che possano in qualche modo colmare un vuoto, un vuoto della mia mente, un vuoto della mia anima che mi ingoia alle volte. La voglia di morte riaffiora poi la scacci e combatti poi arrivi alla stanchezza estrema poi ritorna la voglia di cambiare… Questo è il tempo di tentare! La morte ti trafigge o ti chiama ma lo fa anche tua figlia e come lei la tua parte sana o non staresti tra noi, non scriveresti per te e per noi, NON!
    Ti voglio tanto bene!
    Ele

    • Noemi Says:

      “E’ come una melassa dolce e maleodorante che ti avvinghia, ti stringe e ti coinvolge contro voglia per poi lasciarti atterrito, disperato e senza parole…” Parole che mi fanno capire quanto tu riesca a stare dentro a ciò che provo a descrivere, tu che per tua fortuna questo incubo non lo vivi… Ma la tua è una sensibilità non gratuita che hai pagato a caro prezzo perchè la vita, almeno per quello che io ricordi, di sconti non ne fa.

      Ele è importante quello che mi scrivi, perchè dai anima a queste mie lettere di dolore, mi fai capire che non sono sola e che da qualche parte c’è qualcuno che mi ascolta, anche se purtroppo il senso di solitudine che mi devasta è fortissima.

      Questo nostro scriverci è utile a me, a noi e a tutte le persone che leggono e che mi scrivono, malate e non… tu non hai paura di essere mia amica, anzi trovi in me tanti pregi (troppi) che io non vedo…
      Anche tu lanci un grido, tentando di arrivare alle persone che non capiscono, che non ascoltano, Noemi è una “persona normale” che ha bisogno d’amore.
      Ti voglio bene anch’io.

      • Ele Says:

        C’è un refuso nella frase… che riporto corretta
        “Credo anche sia imprescindibile il provare affetto, amore, verso qualcuno SENZA averlo provato o provarlo verso se stessi”.

  3. Ele Says:

    Volevo dire una cosa prima che mi sfugga, credo davvero che il tuo affetto mi arrivi sempre anche attraverso i silenzi o la lontanza perchè è vero! Così come spero ti arrivi sempre il mio.Credo anche sia imprescindibile il provare affetto, amore, verso qualcuno averlo provato o provarlo verso se stessi.
    Per quanto ti sembrerà irreale o non veritiero o non attinente alla realtà che vivi è proprio questo il lato bello, meraviglioso, e che ispira la sicurezza che provo nel dirti che hai tante chance, che ti stai dando delle possibilià anche se non te ne accorgi, che hai delle cartucce da sparare. In un angolo della tua testa oltre alla nociva, impertinente e ossessiva vocina malefica (dall’aspetto di un diavolo asfissiante), ce nèun’altra, la contro parte che a ritmi vertiginosi si rimpicciolisce e ingrandisce perdendo o acquisendo forza (quella dell’angioletto sano e buono che ama Noemi), la parte cui dare ascolto, la parte che fa paura ma che attira, la parte non in ombra.
    Se dovessi dare ascolto alle tue paure, non ti sari d’aiuto, se mai io lo possa o potrò essere anche se oltre a capire le tue paure le provo.
    Ma se dessi ascolto appunto alle tue paure dovrei dirti che… sì hai ragione… non ne uscitai mai, la vita non vale proprio la pena viverla eppoi in effetti come diavolo può pretendere una come me e come te di stare tra gli altri, di arrogarsi il diritto di
    esistere e farlo alla grande?! E che mai hai concluso nella vita?!
    Nooo non darò ascolto a nessun diavolo nè mio nè tantomeno tuo! Mi rifiuto di soccombergli! Anche perchè so con certezza matematica che è un enorme grosso bugiardo schifoso!

    Ti dico invece che i passi li fai li stai facendo e che hai combinato molto nella tua vita molto più di quello che chi tu giudichi normale sia mai riuscito anche solo a pensare di raggiungere o ottenere!
    Lo so che lo sai ma non lo senti ma io lo dico e ridico e ridico… Un giorno sentirai un click! LO SO, ME LO SENTO!!! Lo sentirai! MERDA DAMMI ASCOLTO!

    Il click è una sorta di presa di coscenza dell’effettivo reale senza l’oppressa melassa che inficia e nasconde e sporca ciò che c’è di buono!
    Noemi non solo è normale ma presto, prima di quanto lei creda, non sentirà nemmeno più un bisogno così opprimente di dover dimostrare di esserlo Lo sarà PUNTO!
    Noemi è una importante, grande, compagna di chiacchierate che mi danno molto, alle volte mi illuminano addirittura, è preziosa, non voglio che nessuno le faccia mai più del male e neanche il suo stesso diavolo. Noemi, che nome meraviglioso poi, ha un mondo dentro di se da regalare e da regalarsi… Noemi è risucita a fare tante cose, ha combattuto tante battaglie, Noemi non vuole più sentirsi sola nel combattere!
    Noemi è come tutte noi, Noemi è una di noi, Noemi è una mamma, una moglie, una amica! Noemi crede di essere sola ma ognuno di noi lo è e non lo è!

    Diavolo di Noemi se mi ascolti voglio dirti CHE NON ABBIAMO BISOGNO DI TE!

    PS:
    Con sempre tantissimo affetto tenero
    Ele

    • Noemi Says:

      Cazzo Ele, come è bello leggere quello che mi scrivi… mi ascolti, non mi giudichi e soprattutto mi capisci.
      Ma veramente, no come chi fa finta e neanche gli riesce bene.

      Si è vero forse qualche cartuccia da sparare ce l’ho ancora, solo che devo imparare a spostare la mira, la devo puntare verso quella stronza e infame Noemi di merda e non verso l’altra che fa uno sforzo sovrumano ad esistere.

      Quello del mondo poi è vero, verissimo… ho un mondo dentro di me, solo che devo imparare a regalarmi un pò di cose… un pò d’amore, quello poi è proprio difficile.
      Però ci penso un pò, chissà magari un giorno…

      Ti stringo forte,come quell’abbraccio che ti è mancato da bambina.
      Aspettando quel click

  4. Ele Says:

    Ciao Ciccia
    prima di andare a dormire ho sbirciato per vedere se avevi risposto e tac! Eccola la risposta! Sono contenta di quello che mi dici! E’ vera la storia della mira! E’ un ottimo esempio. Così come sono tantooo ma taaaannnttotooo felice che ti lasci dire che che c’è un mondo dentro di te! Il click verrà…
    Contraccambio l’abbraccio di cui non smetto mai di avere bisogno ma che oggi alle volte mi appaga!
    Un bacio
    ele

  5. Ele Says:

    riassumo link interessanti che hanno del positivo!!

    http://www.chiarasole.it/buli.htm

    http://blog.libero.it/bulimiadivivere/

  6. Maria Says:

    Quando ti assale questa paura, impietosa, implacabile, devi ricordare che non esistono (o comunque devi imparare a fregartene) quegli sguardi del mondo che credi ti diprezzino, ma… SBAGLI!!! non è vero che lì sei sola, questo mai…non devi dubitare che non siano con te la tua famiglia: il tuo compagno e tua figlia…loro ti amano per quello che sei e non ti cambierebbero per niente e nessuno al mondo. Sei stata scelta tra tutte le altre, preferita a tutte le altre possibili e non. E per una figlia non c’è niente di paragonabile alla madre. Sei la prima persona che chiama alla nascita..e l’ultima che nominerà. Non è il senso di colpa che deve prevalere, ma la consapevolezza della ricchezza dell’amore che si ha intorno. E la grandezza di questo amore deve darti la misura del valore della tua persona. Nell’atroce sofferenza che provi ogni giorno, ogni momento della tua vita è difficile ricordarlo, me ne rendo conto. Ma solo una donna grande può generare la meravigliosa creatura che è tua figlia. Solo tu, e il corpo che tanto disprezzi, sono stati capaci di tale capolavoro. Non siamo amiche ma le tue parole non possono che provocare un grande affetto nei tuoi confronti. ti auguro di farcela presto…un bacio

    • Noemi Says:

      Forse non siamo amiche, è vero, ma solo perchè le nostre vite non si sono incrociate prima… sai quante false amiche ho avuto?
      Tante, come se le meritassi tutte, la gente a volte è davvero cattiva, crudele, ma tu che non sei mia amica hai saputo scrivere per me queste belle parole, che non sò perchè, ma mi sembrano vere… voglio pensare che non tutte le persone sono uguali.

      Una cosa la riconosco, il mio corpo che tanto disprezzo è stato capace di “generare la meravigliosa creatura che è mia figlia”, ma tranne questo non mi sento di meritare altro.

      Grazie per avermi scritto.

  7. infad Says:

    Ansia…..è quello che mi è venuto in mente….non ho letto molto di quello che avete scritto sul blog a dire il vero….solo ho dato una letta velocisssima che è bASTATA per capire che le sensazioni che proviamo non sono diverse….che tu sia uomo, donna, non importa, la solitudine e la mancanza di qualcosa, spesso anche l’inettitudine ne sono conlpe e conseguenze.
    Non hoi ancora capito se sia possibile guarirne. Io sono passata anche adallo psicologo, il problema è che forse ci vuoel troppa forza interiore per combatterla e non solo consapevolezza. Tutti noi siamo consapevoli, anzi la maggiorparte dei blumici hanno una conoscenza perfetta del proprio corpo, ne conoscono ogni ritmo e debolezza….il problema è la forza, e l’amore per se stessi. Unica cosa che mi chiedo, è sE POTRò VIVERE TUTT AUNA VITA CON UN FANTASMA DIETRO LE SPALLE…che so che potrebbe arrivare ( come del rresto fa ancora ad intervalli non equivalenti) apparentemente per assorbire ansia, dolore, insoddisfazione, indecisione e depressione etc eccetera…mentre in realtà arriva solo per divorare quel poco di forza che ogni volta, rialzandosi dal vortire estenuante che il vomitare ti crea intorno, cerchi di portarti dietro….
    E poi cerco di non pensare perchè tabnto non trovo soluzione….

    http://puntovirgolaecceteraeccetera.blogspot.com

    http://puntovirgolaecceteraeccetera.blogspot.com/

    • Noemi Says:

      Sono malata da 14 anni e sono in cura da anni da una psichiatra e ho fatto anche un lungo ricovero e quello che devo dirti è che se non sei seguita da qualcuno da sola non ce la farai mai.

      NO, io non sono guarita, ma ho fatto molti passi avanti, mi sono sposata e ho una bambina e tutto questo me lo sono costruito a fatica, giorno dopo giorno, terapia dopo terapia.

      Essere seguiti è importante, ma se tu non vuoi metterti in gioco non ballerai mai e lo so che fa male e fa paura, lo so e anche io penso che al mio male non c’è soluzione, lo penso in ogni attimo della mia vita.
      E questo mi logora. Mi fa impazzire.

      Ma ci provo, la combatto, a volte perdo altre mi riscatto.
      No, credo che non guarirò mai, però spero di stare meglio, lo devo a mia figlia e mi piacerebbe dire lo devo a me stessa, ma ancora non è così…

      Pensa che la mia paura invece è di vivere senza la mia malattia, senza la mia corazza nei confronti del mondo, il mio male è la mia salvezza.
      Buffo no?

      Ti prego leggi a fondo il mio blog, forse potremo aiutarci a vicenda e scrivimi quando vuoi.

      Un bacio


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