(lettera aperta rivolta alle televisioni nazionali)
Cos’è che esattamente sembra strano di questo titolo? La parola paladina? Follia? Anime? O niente?
Si perchè se avessimo iniziato il tutto con il grande e strausato parolone ANORESSIA, quella che fa tanto audience in tv, che fa dire “mio Dio se accadesse a mia figlia…” e che forse tutti, anche quello più imbecille, hanno sentito nominare… beh con quella stai comunque sicuro che buchi lo schermo.
Una ragazza divorata fisicamente dal male, volto spiritato, collo smagrito e quelle mani adunche poggiate l’una sopra l’altra come una vecchia di un piccolo paese vestita di nero, seduta all’aperto su una sedia ad aspettare il nulla.
E allora l’audience sale, la gente è morbosa, non sa, non capisce, ma è talmente orribile quello che sta vedendo che sta lì e guarda. Ma quel che è peggio è che è in grado di vedere solo ciò che resta di quella persona i cui pantaloni sono ormai troppo larghi. Lei è lì che prova a spiegare con quello sguardo perso nel vuoto e col dolore nel petto perché sa che nessuno di quegli sguardi che la stanno compatendo in realtà la capirà, perché le persone “normali” non possono capire quei meccanismi che per noi sono sempre gli stessi.
Beh ora voglio bucare io, ma le vostre anime, con questa lettera che non ha un volto ma che proverà a dar vita a tutto quello che voi in TV fate finta di capire e sensibilizzare, di comprendere… l’atrocità di cui voi conduttori e opinionisti non ne sapete un cazzo, ma la rabbia peggiore è rivolta verso coloro che dovrebbero avere la conoscenza per spiegare ogni volto della “bestia nera”, quello più oscuro e purtroppo, al tempo stesso, anche più semplice che esiste.
Già perché io le ho sempre “odiate” le anoressiche, loro che vogliono sparire ma che sgretolandosi in quel modo lanciano una richiesta d’aiuto molto più facile da capire, o almeno da vedere.
Sicuramente nel 90% dei casi nessuno capisce il perché di quella che definiscono un ossessione… ma si è “viste”.
Chi sono io per dire questo?
E’ proprio per questo che scrivo, perché io sono un’invisibile nel tunnel del male.
Ho 32 anni e sono malata, da 14 anni, di BULIMIA NERVOSA CON DISTURBO COMPENSATORIO.
E cos’è questa nuova parolona? Ci interessa o no?
Forse, se la si spiegasse per quello che è o se, semplicemente, se ne parlasse… ecco forse qualche morboso non cambierebbe canale.
Per non parlare poi di quella buffonata dove hanno sfilato bellissime ragazze della “Ciao magra” rappresentate però da Ilary Blasi che ha avuto pure il coraggio di definirsi “morbida”… ma se è diventata secca che para una scopa vestita !!
Ma quanto cazzo ci volete prendere in giro ancora? Ma siamo tutte imbecilli?
Dove sono le donne vere?
Avevo 18 anni la prima volta che ho mangiato e che poi ho vomitato e ricordo vivamente come ieri la leggerezza, l’eccitazione, lo sfogo, la rabbia, il bisogno di controllo.
Il controllo… l’unica cosa che con la bulimia non hai, sia che vomiti o che non vomiti.
La bulimia è una dipendenza come la droga o l’alcol, solo che loro sono pericolosi per la società, noi solo per noi stesse.
Fin qui tutto normale, una lettera di prassi, di sfogo, ma quali prassi e sfogo, io sono incazzata con tutta questa ipocrisia nel voler “sensibilizzare”. Ma cosa? Se neanche la nominate la bulimia con il vomito, così ci capiamo bene.
Le persone pensano che la bulimia sia mangiare come un bue fino a scoppiare e chiudersi dentro casa fino a raggiungere 200 kg di vergogna e dolore.
Vero, verissimo, ma non c’è solo quello. Io sono stata su un’altalenanza di peso tra i 20 kg in più ed i 20 kg in meno, e nessuno si è mai accorto di nulla.
Non solo, pure la beffa di sentirsi raccontare storie di povere ragazze malate d’anoressia o di quel poco che si conosce della bulimia e annuire cambiando discorso, con la morte nel cuore e l’umiliazione di sentirsi sempre troppo grossa.
Avevo 18 anni e giuro sulla vita di mia figlia che non c’è stato un solo giorno dove io non abbia vomitato, uno solo!
Pesarsi 30-40 volte al giorno, correre in bagno appena tolta la forchetta dalla bocca, raccontando sempre mille scuse per chi mi domandava “ma dove vai ogni volta?”.
Denti cariati, gengive sanguinanti, sangue dallo stomaco, rigurciti di acidi notturni, strette al petto e quello stesso identico grido di dolore lanciato a chi non lo voleva vedere.
E tutto andava “bene” fino a che riuscivo a vomitare, ma quando non riuscivo… schiaffi sul viso, tagli sui polsi… tanti, per tanta la rabbia che avevo con me stessa, sputare nello specchio, urlare, gridare, sfasciare piatti, bere alcol o sapone e tanto altro.
Ero diventata così magra da raggiungere quel famoso “controllo”, quell’onnipotenza divina dove senti che non ti serve neanche l’aria che respiri. Ma per una bulimica questo “benessere” dura poco, si ricomincia con la lotta contro l’assorbimento del cibo e contro il peso, che di botto risale come un ago impazzito, contro la quantità di cibo vomitato, fondamentale per stabilizzare quel peso che ti fa vomitare 15 volte al giorno ma che ti evita i tagli sul corpo… qualche volta.
Quello che io voglio dire è che io sono sempre stata malata, sia con 20 kg in più o in meno, solo che la gente che incontravo mi diceva “ma come ti sei ingrassata!”.
E il mio male era esattamente lo stesso di un’anoressica e di una grande mangiatrice “d’amore”. Ed io piangevo lacrime invisibili e ho persino tentato il suicidio, pensavo che solo in quel modo potevo mettere a tacere quella vergogna e sparire davvero.
La bulimia in normo peso o pochi kg in più o in meno è nascosta dentro tante ragazze con cui parlate.
E’ QUESTO QUELLO CHE DOVETE DIRE, è questo il grande male che esiste, ragazze, donne apparentemente normali che nascondono una doppia vita, quella perfetta dove tacchi, capelli e trucco nascondono polsi fasciati sotto il maglione all’ultima moda, dove la morte ti è entrata dentro ormai da troppo tempo.
Per questa malattia le anoressiche sono le “paladine della follia”, mentre noi, ombre che vagano tra le persone, siamo “anime del niente”.
Date un volto anche a noi, parlate in modo più dettagliato dei disturbi del comportamento alimentare, non umiliateci più di quanto questa malattia fa ogni giorno.

Cara Noemi, ti ringrazio per esserti messa così in gioco scrivendo questa lettera che fa accapponare la pelle per quanto è vera e per quanto coglie in maniera chiara ed esplicita tutto il dolore di chi soffre di bulimia. Credo che leggendola tantissime persone si sentiranno meno sole e capite e tutti noi saremo costretti a riflettere, a meno che non siamo proprio ottusi. Psicozoo, il sito a cui hai lasciato un commento, purtroppo non ha l’audience di una tv nazionale, ma è letto comunque da moltissime persone: per questa ragione, se mi dai il permesso, sarei felicissima di pubblicare la tua lettera nella home page, affinchè sia più leggibile e raggiunga un pubblico più vasto. In bocca al lupo, aspetto tue notizie.
Ciao Noemi.. pensavo di essere guarita dalla bulimia, ma mi sbagliavo, o meglio sono guarita solo fisicamente, nel senso che non mi procuro + il vomito… anche se devo dire che in casi di “tensione” adesso mi capita di vomitare naturalmente pero’ molto sporadicamente..
pero’ non credo di essere riuscita a guarire psicologicamente.. il senso di colpa a volte e’ ridicolo.. e mi rendo conto che cerco ancora di essere invisibile.. e la stima di me stessa e’ sotto i piedi.. a volte e’ dura farsi forza.. e forse rimarro’ sempre una senza carattere che preferisce far decidere agli altri.. ho sempre associato la bulimia con il bisogno di affetto, abbuffarsi serviva a colmare quel vuoto che ti senti dentro.. a volte cerchi una parola “amica” da chi ti sta vicino, una carezza, a volte anche un silenzio o semplicemente la vicinanza..
ho pianto leggendo la tua lettera.. perche’ qui ho piu’ fattori che mi fanno ricordare perche’ ero diventata bulimica.. mi ci vedo un po’ ma non ho mai “odiato” le bulimiche.. notavo solo la differenza che comunque loro sono viste.. io invece come te in 10 anni di bulimia nessuno si e’ mai accorto di niente..
apparentemente normale con un appetito da fare invidia.. si forse una grande fame d’amore, amore mancato..
con affetto un abbraccio
lapsus freudiano?? non ho mai odiato le anoressiche:)
[...] Ciao, chiunque tu sia 21 Maggio 2009 Archiviato in: Bulimia — Noemi @ 01:39 Tags: Bulimia, Guarigione, Vergogna (in risposta al commento di Miss CO) [...]
ciao noemi, anche a me sono venute le lacrime agli occhi leggendo la tua lettera, se non l’avessi letta non avrei mai trovato il coraggio per scrivere. Credo che l’anoressia e la bulimia siano le due facce della stessa medaglia, ora soffro di bulimia, prima ero anoressica. Entrambe le condizioni sono state atroci, si è in continuo conflitto con se stessi fino a che non si perde totalmente il controllo. Il problema non sono tanto i modelli che ci propone la tv quanto il fatto che si ha l’impressione che tutte le persone che ci circondano li rispecchino meglio di noi. Guardo le mie amiche i miei amici e li trovo carini, brillanti e alla moda mentre io mi faccio sempre più schifo. La bulimia è peggiore dell’anoressia perchè si è persa anche la forza di combattere, credetemi ci vuole una grande forza per vivere con 700 calorie al giorno. Grazie per la tua testimonianza.
Sono veramente colpita dalle tue parole, e mi vien da piangere nel
riconoscermi un po’ tra quegli imbecilli che al massimo hanno solo sentito
nominare la parola bulimia, la sua definizione, senza mai entrare nel merito del
problema. Ma non è per insensibilità è che proprio non se ne parla da nessuna
parte.E’ lacerante, deve essere davvero dura, per questo la gente e la tv
non ne parlano. Talk show e TV sempre pronti ad affrontare i problemi degli
altri, quelli lontani, che magari non gli competono, ma che non aiutano a
guardare negli occhi la sofferenza della gente che ci sta intorno (amici,
familiari), è più facile nascondere il disturbo insieme ai ‘polsi fasciati
sotto il maglione all’ultima moda’ –ti cito. Fa male, si preferisce far
finta che quella sofferenza non ci sia, è più facile fingere di non
notarlo, nel migliore dei casi (nel senso che almeno si ha la sensibiltà per
notare la malattia)ci si nasconde dietro la paura di essere indiscreti.
E, come dici tu, non è una malattia considerata dannosa
per la società, è un dramma privato, è una solitudine lasciata
vivere in solitudine e in abbandono, un urlo silenzioso. Per questo sono
importanti e fondamentali gesti coraggiosi come il tuo, scrivere e denunciare,
solo le persone che vivono quella realtà possono aiutarci a comprendere il
problema e aiutarci a trovare un modo per relazionarsi ad esso e affrontarlo senza vigliaccheria e ipocrisia.
Ciao tesoro,
non so se userò parole giuste, per quanto sembri strano, forse, il mio cuore si gonfia e si riempie di una speranza nel leggere le tue parole.
Il punto focale, io credo, di tutto il mondo sommerso di chi soffre di questa malattia, e anche di altre, è proprio che una parte di sé si dimena nella propria mente soffrendo immensamente senza avere ne la facoltà ne la sensazione di poter portare al di fuori i motivi scatenanti, alla base della stessa o di essere quanto meno riconosciuti tra quelli che portano con se un dolore.
L’unico modo di tirare fuori rimane quello di vomitare ma non è risolutivo.
Come tu dici c’è chi porta un dolore sul volto e sul corpo che è facilmente visibile e per questo
“classificabile” dagli altri ma c’è chi il dolore lo porta sommerso, celato così bene da riuscire ad ingannare chiunque. Il fatto di poter mascherare all’inizio è più comodo ma arriva un momento in cui le carte vanno scoperte perchè le realtà duplici in cui si è costretti a vivere ritornino man mano a collimare.
Questo tuo voler esprimere ciò che è celato lo rende per ciò stesso vero, a te e agli altri.
Sembra assurdo che io dica “a te” ma credo, solo credo, che ammettere di avere una realtà parallela di sofferenza e solitudine non sia una cosa facilmente accettabile e il ritrarsi in se per paura di ipotetici giudizi è una prassi sempre seguita che però risulta molto pericolosa.
E’ in questo il potere di ognuno di noi, nell’indirizzare, nell’esprimere, nel rendere il meno alienato il “lato oscuro” e tentare invece con ogni mezzo di guardarlo in faccia e affrontarlo; ma non rimanendo soli fra se e se come sempre ma con la carica dell’urlo che svela e che rende vero ciò che tanto ci spaventa rendendo il lato oscuro in tal modo meno potente, meno soggiogante, meno irreale.
Il terrore di essere giudicati differenti, dall’idea che si vorrebbe gli altri avessero di noi, deve essere accontonato, non è importante, è solo una enorme faticosa costruzione e proiezione che esercitiamo sugli altri mettendo in gioco l’ideale che abbiamo di noi; tu sei sempre la mia
Noemi qualunque cosa io leggessi. Ciò che racconti l’ho sempre saputo e apparte commuovermi per l’empatia col dolore e la sofforenza mi mostra una Noemi cazzuta e che si è rotta abbondantemente i coglioni di essere vittima!!
Per quanto sembri scontato uno dei pesi è proprio quello del terrore della risposta delle persone nel venire a conoscenza di alcuni nostri lati, percorsi, malattie, errori, disturbi, ossessioni e via dicendo. Questo forse perchè è attraverso gli occhi degli altri che vorremmo una conferma della nostra esistenza.
Amore, gratificazione aiutano certamente ma la consapevolezza del fatto di essere “Persone” colla P maiuscola e degne di rispetto, di esistere riconosciute per come siamo è un diritto cui nessuno ci deve mai più sottrarre!
La tv può dare visibilità e quindi può essere uno dei tanti mezzi utili per far arrivare il proprio grido ma molto prima di questo c’è un nodo importantissimo quello di aver voglia, desiderio, bisogno di far sentire la propria voce, di far sentire che si esiste perchè ormai in noi è matura questa esigenza.
Oggi hai fatto un passo più che importante direi, e non esito ad usare questa parola, vitale!
Il tuo bisogno estremo di vivere e farlo bene senza dolore e l’enorme forza vitale che ti distingue, e più di una volta ti ha salvata, continua il suo percorso…
Ele, ti rispondo qui:
http://famelica.wordpress.com/2009/05/24/ho-deciso-di-non-nascondermi/
CIAO TESORO,TU SAI BENE CHI SN NN HO BISOGNO DI PRESENTARMI…SONO MOLTO COLPITA DALLA TUA “LETTERA DI VITA”,TI CONOSCO ORMAI DA QUASI UN ANNO…..I TUOI OCCHI MI HANNO SEMPRE ASCOLTATA CAPITA…..HAI AVUTO IL “CORAGGIO” DI PRENDERE UN ARGOMENTO A ME MOLTO CARO E VICINO….TOCCANDO IL FONDO DELL’ANIMA DI CIASCUNO DI NOI…..MI APPARTIENE,MI APPARTIENI….SEI UN ANIMA CHE SOFFRE…..MANDATA AL MIO FIANCO….FORSE CAPITATA O FORSE NO…..PENSACI……SEMPRE LI VICINO…..SONYA
Capitata? Forse le cose non capitano mai per caso… o forse si, non lo so.
Troppe volte mi sono chiesta perchè, perchè tutto questo proprio a me… senza mai avere una risposta, perchè la vita non te ne da.
Sapevo che questa sofferenza non ti sarebbe stata indifferente e questo mi dispiace, se ti ho graffiato l’anima vuol dire che anche tu custodisci un segreto in fondo al cuore, nascosto, forse seppellito… ma forse non tanto.
Non sarò mai in grado di parlarne apertamente, però se vuoi imparare a conoscermi io sono qui, in queste lettere.
Verissimo… Si parla solo di anoressia, mentre ci propinano le Ilary Blasi di turno facendole passare x ragazze “morbide”. Mah!?
Io sono un’ex bulimica o, quanto meno, spero di esserlo…
La bulimia mi attanagliato per 8 anni…
Grandissime abbuffate, corse in bagno, vomito, vomito, vomito, vomito, vomito… Un’ossessione continua. La vita finalizzata solo al cibo, la paura del giudizio degli altri, le assillanti affermazioni e domande sulla forma fisica da parte di parenti e amici (ma come sei magra?! – ehi, sei ingrassata!!! – perché corri sempre in bagno? – … ), le incommensurabili incertezze, angosce e… tanta vergogna.
Un giorno, però, ho avuto la forza di dire BASTA!!! Da quel giorno sono passati cinque anni e se ora sono qui è perché la bulimia lascia le sue cicatrici. Mentre scrivo ripercorro mentalmente ciò che ho vissuto e nn riesco a dire altro.
Posso però affermare che nelle ex-bulimiche c’è la cosiddetta anima del fanciullino… Sì, proprio quella di Giovanni Pascoli. In noi c’è un fanciullino che rimane piccolo anche quando noi diventiamo grandi, l’anima del fanciullo che è la sola a poter scorgere le bellezze della vita. Sono belle anche le piccole cose, umili, quotidiane, familiari… Ed io adesso le trovo bellissime, come trovo orribili anche le più piccole ingiustizie, le cose che agli occhi degli altri appaiono insignificanti.
Spero che un giorno anche tu possa trovare la forza di venirne fuori. Purtroppo ogni caso è un caso a sé e nn credo di essere in grado di aiutarti. Nn ho ancora capito come ho fatto a “risorgere”, so solo che c’è bisogno di tantissima determinazione e hai tutta la mia comprensione.
Ricorda però una cosa… Sei nata, esisti e come tale hai diritto di VIVERE, vivere nn solo fisicamente, hai diritto di vivere godendoti la vita.
VIVI PER TE, NON PER GLI ALTRI.
Fallo solo per te.. se sei bulimica è perché sei una persona più sensibile degli altri, perché sai provare più dispiacere degli altri nelle piccole cose e sai provare più gioia degli altri nelle piccolissime cose. Sei una delle poche persone che sa provare delle GRANDISSIME EMOZIONI che gli altri nn sanno provare. E’ sicuramente orribile provare il massimo dispiacere x delle sciocchezze ed è altrettanto vero che si provano delle sensazioni di gioia anche per il semplice VOLO DI UNA FARFALLA… e allora vola farfalla, vola, vola verso al libertà!
Sai, capisco una cosa. Io sono una persona che non la tira mai per le lunghe, se prende una decisione è fatta, è presa, non ce n’è per nessuno.
Il fatto è proprio questo… io non posso nascondermi dietro un filo d’erba, si insomma, quella decisione non l’ho ancora presa…
Dopo 7 anni ho smesso di fumare, così puf!
E così è stato per quando ho chiuso le porte con la mia famiglia, per ognuno una porta. Ci ho messo un pò, ma poi mi sono stancata di raccattare briciole da persone che mi avevano fatto a pezzi.
Il dolore è ancora vivo, ma la decisione è presa e mi sento per assurdo come se avessi mollato delle zavorre, però la sofferenza è sempre tanta.
Io non sono ancora pronta, dico per vivere, ci vuole coraggio, specie nel mio caso.
E’ per questo che sto ancora male, si, questo lo so.
Vorrei tornare indietro nel tempo, vedere in ginocchio tutte le persone che mi hanno distrutto, vorrei vederle strisciare e chiedermi perdono, tutto condito con un bel pò di sofferenza…
Ma cambierebbe qualcosa?
Credo di no e poi è impossibile.
Queste cose mi impediscono di apprezzare la meravigliosa famiglia che faticosamente mi sono costruita, cazzo se ci ho messo fatica!
Costruire un rapporto d’amore non autolesionistico e avere finalmente mia figlia.
Devo imparare a vivere per me, ma ancora proprio non ce la faccio e così facendo manco di rispetto a mio marito e mia figlia che tanto mi amano.
Quel fanciullino? E’ qui nel mio cuore.
Ciao Noemi BEDDA,
ciao a chiunque segua le nostre anime attraverso questo blog.
Oggi sto una chiavica io, il cervello si offusca, sale il dolore… lento e impietoso, il terrore di stare male e poi ci sto veramente è sempre la solita altalena di merda. ODIO QUESTE CAZZO DI SENSAZIONI PORCA TROIACCIA BOIA!
Ad ogni modo ho bisogno di mettere nero su bianco perchè sono così abituata a fare lunghi e faticosi monologhi fra me e me che stasera dopo tanto tempo ho deciso di riversare una parte della mia anima qui. E’ un mezzo che somiglia alla propria testa ma che ha in più e di buono che è un ponte coll’alterità, l’esterno.
Il mio corpo è un corpo normale, sono normale, non ho un braccio di meno o poche dita o una gamba mozzata. Non sono nè grassa nè magra, sono bassina è vero ma in Italia manco ci si fa caso. Sono una normale cazzo.
Perchè dico cazzo?! Perchè è come se non esistessi, alle volte, e non per gli altri perchè trovo sempre il modo di cogliere la loro attenzioni se ne sento il bisogno inoltre non è questo l’importante, ma per me.
Dicevo a Noemi ammika mia che alle volte non riesco proprio a guardarmi allo specchio non mi vedo deformata almeno non credo no, non come un tempo è proprio che è come se vedessi un’altra. Un’altra persona da quello che sento di essere dentro. E’ così scemo dall’esterno ma alienante da qui dentro.
Sto qui dentro troppo, è quello che forse vorrei dire stasera.
Non come dirlo se non così. Cogitare di continuo su se non è affatto sano e il pensiero rotea sempre dentro e su se stesso bisogna proiettarlo fuori ed eccomi a scrivere quindiiiiiiii!
Una mia amica mi ha sognata e nel sogno partivo alla ricerca di una parte ti me perchè sentivo di doverlo fare allontanandomi così dal senso di gabbia in cui mi
sentivo costretta.
L’ho voluto scrivere perchè il suo sogno è interessante.
Per quanto io eccomi, normale per quanto risulti tale mi sono fatta secoli di terapia di tutti i tipi. Tutto è iniziato quando capii che non volevo vivere perchè ero depressa e da questo volevo schiattare. Anzi volevo proprio annientarmi. Ero piccola, ero piccola, confusa, depressa, insofferente e mi sentivo sola. Tanto sola. In un baratro. Ricordo che ero spaventata e atterrita. Non vedevo chance nè uscite. Risucchiata da un buco nero vorticoso che partiva da dentro me e mi risucchiava. Ero impastata e un tutt’uno
col vischioso mostro che mi stava digerendo. Non sapevo come eliminarmi. Proiettavo il mio odio verso qualcuno per non farlo sempre su di me; sono arrivata a pensare di
uccidere una tipa che in quel momento incarnava tutto il mio dolore, su cui proiettavo il mio dolore. Ho ragionato su
come ucciderla per 2 mesi poi mi sono detta che o mi facevo aiutare o la mia vita sarebbe finita lì.
Stasera ho tanto male testa. Ho paura, ho angoscia eppure ci sono tante cose belle nella mia vita. Vorrei sbrigarmi a viverle perchè voglio che rimpiazzino questi pensieri e questi ricordi. Ora ho tanta paura che chi leggerà penserà che non sono poi tanto normale e invece sono normale.
Sono 20 anni che seguo un percorso terapeutico. Terapia singola, di gruppo e altro e anche farmaci ultimamente.
Volete sapere quanto cazzo mi è costato in termini di denaro?!
Ma le ossessioni atroci che mi precludevano di vivere sono lontane.
Ricordo che mi vergognavo di esistere. Prendevo l’autobus e… credevo, pensavo che era assurdo che mi permettessi di uscire di casa e andare in giro per quanto fossi brutta!
Mio DIO quanti anni buttati.
Sono stata anni senza andare in spiaggia perchè non volevo farmi vedere da nessuno in genere e da nessuno in costume così come per anni non ho mai calzato scarpe aperte perchè credevo che i miei piedi fossero indegni, ripugnanti mentre sono carinissimi (porto 35).
Ora dopo ste elucubrazioni serali vorrei tanto abbracciare Noemi in silenzio sentire la sua tensioni che si scioglie tra le e vedere le sue lacrime che trascinano via il suo dolore; poi vorrei baciarla in fronte e colla mano tenerle la fronte e dire:
“Ciao sono qui ci penso io. Rilascia i muscoli, rilassati e svuota il cervello dai pensieri. Respira profondamente, rilassati e muovi lentamente le dita delle mani sul collo ma poco poco quasi a farti solletico e soffermati sul solletico e sulla sensazione che provi nello sfiorare un punto della tua pelle delicatamente” Io lo dico a me stessa sempre sempre… so che nessuno può farlo al posto mio ma continuo a pensare che è fico pensarlo… hihihi Poi lo faccio da me! Devo riuscire a prendermi cura di me ma lo odio, non accetto di doverlo fare è ingiusto.
Sono stanca un pò annichilita. Stasera vi sto sbrodolando la merda che passa per il mio cervello e che vorrei scrollarmi di dosso.
Insomma davanti allo specchio la mia immagine mi inquieta ma siccome so che potrebbe essere alterata mi concentro bo su un punto qualsiasi che non odio o affatto Per me è il seno… o l’ombelico. Significherà qualcosa?!
La cosa più dura da guardare è il mio visooooooooo Sembro così vecchia, stanca e malata. Sono io?! Non lo so. Ma sento che dentro c’è un forte IO che mi aiuta a ricompattare l’insieme che tende a separarsi in tanti piccoli pacchettini o tessere.
Cicce belle (Elena sei un tesoro! Le tue mail sono fantastiche!!!)
Noemi notte notte… Passo passo… passo passo… arriverà.. la luce.
Mia cara Ele… ma che cazzo di lettera mi hai scritto!
Perchè mia piccola stella stai così male… tu devi sempre chiamarmi quando stai così, altrimenti che ci sto a fare.
Sentivi il dolore salire? Bene, è un punto di forza, perchè lo conosci, sai come iinizia, come si evolve e come inevitabilmente finisce. Ed è proprio qui che devi combattere quel figlio di puttana, sfruttando la tua conoscenza.
L’attacco di panico è vigliacco, perchè è nella tua testa non è reale, senti che non respiri, ma non c’è nessuno che ti stringe la gola, ci sei solo tu. E tu sei più forte, molto di più.
Passato? Si, starai di merda, ma è passato.
Facciamo una cosa, oggi ti dico io come è Eleonora:
Sta sui 35, è piccolina, ma ben proporzionata, ha un seno piccolo e ben fatto e un sedere tondo.
I suoi piedi sono piccoli, anche perchè se portasse il 40 avrebbe le pinne…
Ha la pelle chiara e qualche lentiggine, ha un bel sorriso, molto dolce… forse perchè lo è.
Per ultimo, ha i capelli color castagna… le castagne, buone, quando arriva l’autunno e i vicoli di Roma s’inebriano del loro profumo e iintanto ti chiudi un pò il cappotto.
Ecco questa è la mia Ele.
Ed io sono il tuo specchio.
Dici sempre che allo specchio non ti guardi… bhè allora guarda nei miei occhi e vedrai chi sei.
Anche io ho pensato spesso di uccidere qualcuno, sempre la stessa persona. E per questo non penso di essere pazza… almeno non per questo.
So che vuol dire non voler uscire di casa “perchè non sono degna”, lo so benissimo.
Ma tu sei andata avanti e di questo ne devi essere fiera.
E proprio ora sei riuscita a prendere quella decisione che tanto ti cambierà la vita… mia dolce Ele, arriverà e uscirà proprio dal tuo bellissimo ombelico!
Scrivi:
Prendiamola così. Ti posso solo suggerire di ricontestualizzare il tuo passato. Il passato è… passato, non c’è più. Ora c’è il presente, domani ci sarà il futuro…
“Vorrei tornare indietro nel tempo, vedere in ginocchio tutte le persone che mi hanno distrutto, vorrei vederle strisciare e chiedermi perdono, tutto condito con un bel pò di sofferenza…
Ma cambierebbe qualcosa?
Credo di no e poi è impossibile.”
Hai ragione, non cambierebbe nulla e non cambia nulla anche se non li vedi strisciare, chiedere perdono… Posso sembrarti un po’ dura o anche semplicistica e forse è vero ed anche vero che continuando così non cambia nulla.
Tu hai una meravigliosa figlia e un marito che ti ama, un giorno ce la farai anche tu a spiccare il tuo volo.
Ti auguro con tutto il mio cuore che ciò possa avverarsi quanto prima.
Io fumo ancora e vivo ancora a casa con i miei… purtroppo ho dovuto raggiungere un compromesso con me stessa , fare finta di niente! A casa neanche si erano accorti dei miei problemi. Paradossalmente, proprio ora che sto bene, mi chiamano ogni qualvolta in Tv c’è un servizio sull’anoressia/bulimia… Continuano a non capire nulla e la cosa mi fa anche ridere
Con affetto, Iry!
Ps: non dimenticare mai il fanciullino che c’è in te.
So bene cosa vuol dire “nessuno si è accorto di nulla”, certo, faceva comodo così. Sarebbe stato come ammettere un fallimento da chi ti sta vicino, come la tua famiglia.
Per me almeno è stato così, e non è cambiato molto quando mia madre ne è venuta a conoscenza… cosa ha fatto?
Mi ha umiliata, non ha capito, ha rinnegato… e così gli altri.
Come può una farfalla volare con un’ala spezzata? Non può.
E quanto dura il volo di una farfalla? Nella notte si spegne.
Forse questo è destinato anche a me.
Grazie per le tue parole, ma ora perdonami, questa farfalla ora è stanca.
So bene che la farfalla è stanca…
sapessi quanto bene lo so!!!
Però… Noemi, tiratene fuori, fallo per te, per tua FIGLIA, per tuo marito…….. Noemi SE TI ARRENDI LA DARAI VINTA AI TUOI. E’ questo quello che vuoi veramente? E allora spiegami il vero motivo per cui sei qui.. Te lo ha suggerito tuo marito mi è sembrato di capire, ma se tu nn avessi voluto nn lo avresti fatto e tuo marito nn ti avrebbe costretta. Ho ragione? Se nn è così fammelo sapere. Se sei qui è perchè, lo hai detto tu, la farfalla è stanca e vuole aiuto.
Oggi la mia psichiatra mi ha detto che io non voglio guarire perchè voglio punire mia madre, è vero perchè è iniziato tutto così, avevo solo 18 anni. La voglio veder stare male per tutto il male che lei mi ha fatto. E più la odio e più mi faccio male e più la amo e più la voglio veder stare male.
Mia madre ha distrutto tutto nella sua vita ed io voglio continuare a distruggere per distruggere lei.
Devo smettere di cercare vendetta, altimenti distruggerò la mia famiglia che tanto faticosamente ho costruito.
Devo smettere, ma non ci riesco… è una frase banale, ma è così, non ci riesco.
Ma sono davvero tanto stanca.
Ok, la psichiatra dice ke vuoi punire tua madre, va bene! E ritieni di averla punita? Sei soddisfatta della punizione che infliggi a tua madre? Ovviamente no, altrimenti, automaticamente avresti smesso di vomitare. Allora cosa vuoi fare? Secondo me stai punendo solo te stessa per qualcosa che credi di aver fatto, qualcosa che ti fa credere che non hai meritato l’amore di tua madre…
Tutti i genitori credono ke agire in un determinato modo sia un bene x i figli e nn capiscono, probabilmente nn capiranno mai, ke i figli possono essere diversi da loro, possono pensarla in modo ineguale, possono avere idee contrastanti con le proprie… ed allora ecco che scoppiano i conflitti con i genitori, con la propria famiglia, con i propri cari, conflitti che in alcuni casi vengono interiorizzati e manifestati con i cosiddetti “disturbi dell’alimentazione”. I genitori queste cose non le sanno e/o non ammetteranno mai di saperlo con sé stessi, altrimenti dovranno ammettere di aver fallito come genitori. A questo punto ti dico che o in terapia ci viene anche la tua famiglia (e secondo me dovrebbe farlo) oppure devi contare solo su te stessa.
Ti sei rivolta ad una psichiatra, benissimo!
Una volta individuata la causa del problema cosa ti propone di fare x guarire la tua psichiatra?
Tu non vuoi guarire e allora nn guarirai mai… Io ho lavorato tantissimo su me stessa, senza l’aiuto di nessuno e posso affermare che se vuoi guarire lo devi volere.
Scrivendo su questo blog speri di essere compatita?
Vuoi far sapere a tutti che punisci tua madre?
Come fai ad andare dalla psichiatra se hai deciso di rimanere un malata di bulimia?
Ti piace recitare la parte della vittima?
E i tuoi denti come sono, sani e belli? Beh, se continui a vomitare puoi sempre decidere di andare dal dentista e farti una bella protesi fissa (se possibile), o magari farti una bella implantologia completa…. E tu e tuo marito lavorerete per pagare il dentista.
E quando nn ci sarai più sarai contenta quando tutti diranno:
- Poverina, era così giovane! Ha lasciato una bambina e un marito da soli… – oppure – La sua famiglia l’ha uccisa povera ragazza!
Ah, già, che stupida che sono… Questi commenti non li potrai ascoltare, sarai già morta quando li faranno!!!
Sono circa 11 o 12 anni che ho intrapreso il mio lungo e tortuoso cammino verso uno spiraglio di luce, ho cambiato vari terapisti prima d’incontrare la dottoressa che ormai mi segue da diversi anni.
E’ inutile il mio percorso? Magari per te, cosa ho raggiunto?
Ho un rapporto vero e forte con mio marito e nessuno me lo ha regalato e ho messo al mondo una figlia… ma non so neanche se tu sei madre… io ho sconfitto la mia paura e lo sono diventata.
Tu sei guarita? buon per te. Ma io il dito puntato da chi non mi conosce non lo accetto. E tu non sei nessuno per farlo.
Io di passi avanti ne ho fatti tanti e di certo non devo ringraziare nessuno e non perchè voglio fare l’eroina, ma perchè la mia vita è stata sempre così.
E’ stato così anche per te? Bene allora siamo in due.
Il tuo commento è amaro, ma va bene, non è davvero questo il punto, credimi…
Però permettimi di dirtelo, se sei guarita dopo 8 anni senza un suporto medico, come dici tu, le cose sono due: o non sei stata male come credi e l’odore della merda non sai neanche di che sa, oppure non sei mai gurita.
Qual’è la verità? O qual’è la bugia? Perchè una lo è.
Pensi davvero che io debba fare i conti solo con il conflittuale rapporto che ho con mia madre? Quanto ne sai poco di me…
La mia vita ha subito diversi e orribili traumi.
Infanzia rubata, abusi, abbandoni e tanto altro…
allora signorina so tutto io, pensi che faccio la vittima che voglio essere competita? No non fa parte di me, ti ho scritto questo solo per farti capire che le cose non stanno per niente come credi te.
Magari avessi avuto un rapporto di contrasti con la mia famiglia o con mia madre… ma sai, lei era troppo impegnata a soffocarmi per farmi parlare ed io ero troppo occupata a portarla in ospedale per i suoi continui suicidi.
Vittima, no neanche qui.
E tu che mi dici che hai fatto tutto da sola e hai sempre contato su te stessa? Brava hai fatto i compiti a casa.
Io è una vita che sto sulle mie gambe… forse non sarò perfetta, ma non mollo la terapia perche contrariamente a quello che tu pensi, combatto, anche se non si può sempre vincere.
Tu lo sai cosa vuol dire mettersi sempre in discussione? Lo sai?
A già dimenticavo… tu sei guarita.
Ora stai nell’ olimpo di chi può giudicare.
La prossima volta che scrivi cerca di essere meno riduttiva e banale, forse noi abbiamo avuto esperienze diverse.
Puoi essere anche spietata se vorrai… pensi che io mi spaventi? NO.
Hai ragione, non guarirò fin quando non lo vorrò… ma l’ho forse mai negato? Il mio tempo verrà, starò meglio.
Ma una cosa non l’accetto e non la permetto, non ti azzardare a puntarmi il dito contro.
Non ti ho detto ke devi abbandonare la terapia, ci mancherebbe, ma nn tacciarmi di essere banale e di nn aver sofferto. Volevo solo ke nessuna Noemi si lasciasse andare, la mia era una provocazione e l’hai accolta, voleva essere uno stimolo, ne sono contenta. Nn sono guarita dall’oggi al domani e, ripeto, se sono qui è perché ho delle profonde cicatrici… Cmq Auguro a te e a tutte le Noemi di guarire quanto prima.
Non mi servono le provocazioni, anche perchè sono una persona che affronta giorno per giorno la sua vita con o senza persone che l’attaccano, pensi che io sia stata abituata a rose e fiori? No. Ma ti ripeto e qui permettimi, che sei stata per me davvero banale e che abbiamo avuto due vissuti completamente diversi e ovviamente lo è anche il presente. Credo di non dovere aggiungere altro. Ciao
Sicuramente la conoscete o l’avete vista
ma vale la pena soffermarsi sulle parole che lei stessa dice a fine intervista!
BAciiiiiiiiiii
Se sono intervenuta in questo blog è perché sono stata colpita dalle tue parole. Leggendole mi sono resa conto che ho provato gran parte delle sensazioni da te descritte e ho avuto l’impulso di intervenire.
). E’ ovvio che il mio vissuto è diverso dal tuo, come il mio e il tuo sono diversi da quelli di chiunque altra persona… Così come è ovvio che il mio presente è diverso dal tuo e da quello di qualsiasi altra persona.
Io non ti conosco e tu non conosci me. Ogni caso è un caso a sé (mi sembra di averla già detta questa frase
Ma che cose banali sto dicendo, è vero! Cmq, pensala come ti pare: ciò che dico, in gran parte dei casi, è vero. Sicuramente, qualunque sia la causa scatenante della bulimia, la modalità di esteriorizzare i propri disagi, di qualunque entità essi siano, è la stessa o quanto meno simile. Per tutti!
Mi dispiace che tu ti senta giudicata e che ti senta il dito puntato contro. Non erano queste le mie intenzioni e ti chiedo scusa.
Ho solo una cosa da aggiungere:
quando sarai guarita (sn sicura che ce la farai) probabilmente anche tu vedrai delle cose che ora non vuoi vedere.
PS: ti prego di non fraintendere l’ultima frase. Non è una critica, si tratta solo di una “banalissima”
affermazione.
Ho capito, ma se ti dico che nel mio caso non è come dici tu… non è come dici tu! E mi riferisco solo al mio di caso, non mi permetto di parlare di masse e percentuali, non so perchè ma stare dentro ad una statistica non mi è mai piaciuto più di tanto, mi sento un numero… ma a volte questo so che è inevitabile.
E ti dico questo perchè quando passavo molto tempo in una sorta di comunità, ci sentivamo un pò tutte dei numeri per le tantissime ragazze che ho visto passare, vivere o morire… e credimi che li di gente cattiva li ne ho vista tanta, perchè purtroppo il male alle volte ti rende anche così, anche se non le giustifico.
E comunque io non ti conosco e mi sembra proprio che tutto abbia fatto tranne che giudicarti… se poi ho avuto questo tono
è perchè sono state parole che mi hai strappato dalla bocca!!
Per quello che riguarda l’ultima tua frase, c’è poco da fraintendere, non la penso come te e per favore rimani delle tue convinzioni ma rispetta le mie.
Grazie comunque per il tuo augurio.
Noemi cara,
ho letto il tuo post, la tua rabbia, il tuo più che comprensibile sfogo. E’ vero, purtroppo, popolarmente si da più spazio a ciò che fa scalpore e questo è molto triste. Ma tu, noi, sappiamo bene che anoressia, binge e bulimia sono la faccia dello stesso dolore. La sofferenza non si misura con i kg. Fa infinitamente arrabbiare, per non dire peggio, quando il dolore non lo si vede all’esterno. Quando qualcuno inconsapevole ti dice “come ti vedo bene oggi”… e si pensa che in quel “bene” ci sia scritto “come sei ingrassata”. A questo proposito ho scritto questo post: (http://www.drugsoff.it/?q=node/472 )
Capisco le tue parole e in parte le condivido. Trovo, allo stesso tempo, che da un po’ di tempo, si siano fatti un po’ di passi avanti e che, finalmente, anche la bulimia e il binge stiano trovando la loro dignità nelle parole di chi decide di guardare oltre. Sono tutti inferni, malattie devastanti… Ti dico come la penso esattamente attraverso la campagna di sensibilizzazione che ho pensato la puoi vedere qui: http://www.youtube.com/user/chiarasole1
http://www.chiarasole.it/dcasensibilizzazione.htm
ChiaraSole
Ciao Sole,
Sole mi piace di più, mi riscalda come una buona tazza di tè…
Sono contenta che almeno tu comprenda la mia rabbia e il mio dolore, sai, mi piacerebbe tanto conoscerti, chissà, magari un giorno accadrà, un giorno che passi per Roma.
Sei guarita, si ce l’hai fatta, ma quante cicatrici avrai sul tuo corpo martoriato da due bestie nere che ti colpivano fino al massacro…
Si, perche in fondo forse non si guarisce mai totalmente, perchè credo che quelle ferite ogni tanto sanguino ancora…
Sono felice che le mie lettere ti abbiano interessato, sono sofferte ma tremendamente vere, fino all’osso.
Scrivimi quando vuoi, sarò felice di risponderti.
Ti abbraccio
Cara Noemi,
queste malattie, come ben sai, sono una gabbia aleatoria e molto subdola. Come ci siamo dette, una delle cose nelle quali siamo d’accordo è che l’altra parte desidera rimanerci e godere della stessa sofferenza che quella gabbia produce. Tutto un paradosso che chi non lo vive fa una gran fatica a comprendere. E’ vero, ho vissuto 14 anni tra anoressia, binge e bulimia e ho trovato infinitamente dolorose tutte e tre queste dimensioni. Ma oggi quel dolore passato è per me la più grande ricchezza… dopo tanto ho pian piano deciso di affrontare i miei più reconditi fantasmi, non senza aiuto ovviamente. Ti ho scritto, perchè ho trovato nelle tue parole una sofferenza che conosco personalmente e che vedo, sento vivere e affrontare quotidianamente. Quindi ho pensato di scriverti come trampolino per arrivare alla realtà concreta, dato internet è solo una realtà virtuale. Spero tanto che tu stia già affrontando te stessa, la tua profonda sofferenza con qualcuno. Sappi però che se lo vorrai, io sarò davvero felice di accoglierti per un confronto di persona, faccia a faccia.
ChiaraSole c4@chiarasole.it
Ormai sono tanti anni che sono seguita dallla mia psichiatra, sono stata anche ricoverata a Villa Margherita, dal dott. Ostuzi,
E’ stata l’esperienza più dura che abbia dovuto affrontare.
Sono 14 anni che sono malata e non sono ancora guarita, anche se lotto ogni giorno per farlo, a volte con piccoli succesi, altre con grandi battute d’arresto.
Sono sposata e sono una mamma, direi che queste sono decisamente le mie più grandi vittorie, ma non devono essere le uniche lo so, ma è dura, lo sai e spesso non abbaimo tutte le forze che servono, almeno io non sempre le ho.
Direi che aprire questo blog è stato decisamente un enorme passo avanti, posso finalmente non nascondermi più, almeno non qui ed è gia un inizio.
Riesco a cacciare via i sensi di colpa e, a dire anche se non tutte, ma molte cose che mi affliggono.
Lo so sono piccoli passi, ma mi aiutano a costruire la mia strada che anche se in salita deve prima o poi iniziare.
Non mi piaccio, dove la follia per me è di casa, dove la follia non mi fa paura… almeno non sempre.
Come rinunciare a questa follia, come affrontare la “normalita della vita”, senza più nasconderti dietro questo ossessivo bisogno di controllo, come fare, come farlo davvero…
Ma poi ce lo abbiamo davvero tutto questo controllo, o siamo noi ad essere controllati, da lei, da questo cancro che ti divora dentro.
Impazzisco se penso che tutto mi possa sfuggire di mano, il mio corpo urla come se un demone si fosse impadronito di me e come fare, con quanta acqua santa dobbiamo bruciare questo demone, come facciamo a tenergli testa come ?
Io ho paura di affrontarlo ho paura che ogni giorno distrugga ogni parte di me fino a farmi a pezzi e quanta forza ci vuole, da dove devo attingere la mia forza? Dove?
Perchè non riesco ad ignorare tutte quelle persone inutili, che ti distruggono e che non si rendono conto che basta mezza frase e ti hanno fatto a pezzi, no è una battaglia persa.
Mi piacerebbe davvero parlare con te, chissà potresti farmi riflettere, sarebbe una prova.
Comunque sto rifettendo molto di alcune vicende drammatiche che hanno attraversato la mia vita e chissà, se tutto questo può davvero aiutarmi?
A presto
Ciao a tutti/e, sono Sara…ho quasi 17anni..e non ho ancora la certezza di niente, ho voglia di ricominciare a vivere ma non ho più la forza ed è triste pensarla così alla mia età. Non so se mi posso considerare ammalata, ma non sto bene per niente con me stessa. Un giorno mi sono guardata allo specchio e ho deciso che dovevo fare qualcosa, stavo male, male per la verità troppo dura a cui mi ha sottoposto la vita, e così da 5 mesi vomito, perchè è l’unica cosa che mi fa stare meglio, la mia famiglia se n’è accorta, ho perso 30 kili di botto e ho mentito, ho mentito a loro e a me stessa dicendo che ero capace di smetterla da sola. Ora ho paura
Ciao piccola, scusa se ti chiamo così, ma sei veramente molto giovane e purtroppo ne questo male, ne il male in generale guardano in faccia l’età, anzi…. i problemi alimentari spesso sfociano proprio in età giovanili.
Io ti capisco bene, perchè mi sono ammalata a 18 anni e lo sono ancora oggi che ne ho 32.
Conosco ogni virgola di quello che tu provi, pur avendo ogniuno un dramma diverso o simile che ci ha condotte a questo baratro.
Dici di non essere sicura di niente, io invece vorrei provare ad aiutarti trovando insieme dei punti fermi.
Sei malata, di questo devi esserne sicura, che poi sia anoressia o bulimia, poco conta, non vinci nessun premio se hai l’una piuttosto che l’altra…
SEI MALATA, non nasconderti dietro bugie a cui non credi neanche tu e se dici che la tua famiglia si è accorta di questo tuo male, bhè sfruttali, chiedi loro aiuto devono portarti con estrema urgenza da uno psicologo o psichiatra e non fermarti fin quando non troverai quello giusto.
E’ una strada in salita, sai quando inizi e non sai quando ti fermerai e quante battute di arresto avrai.
Hai paura? Questo è un bene, sfrutta questa paura, vuol dire che da qualche parte dentro di te Sara ha paura di morire e Dio santo non devi morire.
Da soli non si smette, questo stampatelo per bene in testa, io faccio terapia da 10 anni e ho fatto anche un ricovero in una nota clinica per disturbi alimentari, villa Margherita, è stata l’esperienza più dura della mia vita e ho fatto la conoscenza di molte ragazze con il nostro stesso dolore.
E’ stato molto utile, non risolutivo, ma utile. Dovresti farlo.
Non perdere tempo, tanto prima agirai e più possibilità avrai di uscirne da questo schifo totale, da questa non vita, che ti logora e che ti succhia l’anima e questo male sa farlo molto bene.
Non è vero che non hai la certezza di niente, non è vero.
Hai la certezza di stare male e questo è il primo passo, è davvero molto importante, io per anni lo negavo a me stessa, tu non lo stai facendo, non farlo.
La strada è dura, dovrai tornare nei meandri della tua vita e tornare al perchè, a quello che ti ha condotto a questo schifo.
Scrivimi quando vuoi, fallo, non sei sola, io sono malata è vero, basta che tu legga tutto il mio blog e lo capirai, ma sto combattendo.
Devi solo iniziare, poi il resto verrà da se.
Ti abbraccio forte, Noemi
Ciao Sara,
mi dispiace molto di leggere queste parole, mi dispiace molto che tu stia male. L’unica cosa che penso di poter fare è lasciarti un link, credo sempre di più che SOLO le parole possano fare ben poco contro questi mostri…serve una mano esterna, concreta…Leggi anche tutto il forum, molti degli interventi qui potrebbero farti riflettere. Per il resto…http://www.chiarasole.it/…dai un’occhiata, nn è troppo tardi. Non lo sarà mai. Coraggio.
Elena
Ciao a tutti, Sara ti prego vivamente di seguire esattamente i consigli di Sara e Noemi. Non sentirti sola e non credere mai che tu sia la sola a provare certe cose. Ci sono tanti modi di poter affrontare la tua malattia dalla quale c’è chi ne è guarito. Non ti far affliggere da idee di difficoltà rispetto ciò che ti aspetta senza prima averlo provato. Non per tutti il percorso è uguale. Ognuno ha una propria storia e persorso. Fatti aiutare da tutti sia persone che medici. Fottitene di tutto e metti al primo posto come priorità la voglia di stare meglio.
Approposito vorrei avere una vs opinione su un dubbio.
Ho letto intervento Sara, la risposta di Noemi e Chiara a Sara… Ognuno di Voi le ha risposto a proprio modo giustamente… Poi ho letto spesso molto altro, prima durante e dopo questo mio intervento anche riguardo altre problematiche e in più ho una mia esperienza diretta circa risposte e comportamenti di medici rispetto a consigli e spiegazioni su mio malessere. Quando stetti male all’inizio mi parlarono di male che avrebbe avuto un tempo finito ma senza spiegarmi quanto tempo. Col tempo mi sono resa conto che i tempi che mi attendevo erano molto più dilatati rispetto alle aspettative fino ad arrivare ad oggi in cui credo di dover convivere, o quanto meno è una possibilità, per sempre coi miei malesseri. Insomma la mia domanda è, è giusto dare una risposta precisa circa i tempi che ci si deve aspettare rispetto a quanto ci vuole per una ipotetica guarigione o è meglio rimanere vaghi visto che tanto nessuno li conosce veramente (i tempi intendo) e tutto dipende da caso a caso da malattia a malattia lasciando quanto meno una speranza a chi già soffre che il cammino non sarà così lungo e devastante come si intuisce alle volte?! Lo dico perchè (almeno per me) per tutto il tempo in cui ho creduto che tutto si sarebbe risolto nell’arco di poco tempo (che per me sarebbe stato di 6 mesi e poteva anche essere così per ciò di cui soffro) almeno era un’idea tranquillizzante mentre ora che intuisco tempi dilatatissimi o infiniti è per me un concetto, un’idea devastante. Anche se mi sono incazzata e sentita come presa in giro da chi non mi ha detto subito che poteva essere lunga, oggi capisco che quel lasso di tempo in cui ho creduto fosse tutto più veloce almeno mi ha dato modo di abituarmi e capire cosa mi stava capitando e mi ha anche dato la forza di affrontare il presente in modo migliore e organizzato rispetto all’inizio oltre che tranquilizzarmi e darmi molta speranza. Non sarebbe meglio fare di tutto per infondere speranza nella possibilità che la guarigione possa arrivare visto che può accadere? O è meglio dare la stoccata subito delineando anche il peggio così che poi non ci si rimanga di merda e peggio? A voi l’ardua sentenza.