Famelica's Blog

Le "Paladine della follia" e le "Anime del niente"

Cristina Parodi… no grazie! 29 Giugno 2009

Archiviato in: Società e responsabilità — Noemi @ 14:33
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Comunque, tanto per tornare al buon esempio che si trova in TV, ne volete sapere un’altra ?

Bene, vi accontento subito…

Più di una volta quella stronza giornalista di Cristina Parodi (e passatemi il francesismo), che non solo va in giro impellicciata (ossia vestita di cadaveri), ha dichiarato che gli animali sono un gioco per bambini, che  si regalano per Natale e che poi quando smettono di essere cuccioli e finisce il gioco i genitori sono quelli che poi li devono portare a fare i bisogni e che lei  è così impegnata che proprio non le passa nella mente… mi piacerebbe  sapere cosa c’è nella sua mente oltre a queste profonde ideologie… strano che non abbia detto di abbandonarli sul Raccordo !!!

Vi ricordate quando quei bastardi hanno dato l’ordine di uccidere quel povero orso? Ve la ricordate questa terribile vicenda?
Che poi queste uccisioni si sono ripetute purtroppo più di una volta? Eccco, lei ha dato queste notizie come se nulla fosse…. mentre le mie lacrime non smettevano di scorrere…

Ma vi rendete conto di quanta mancanza di umanità ha questa specie di donna!! Ed e questo quello che insegna ai suoi figli? E’ questo il rispetto che insegna a loro? Poi ci stupiamo se siamo circondati da persone inumane, fredde e insensibili, persone inutili !

Beh, mi dispiace, ma preferisco essere considerata una persona sciocca e continuare a piangere ogni volta che viene maltrattato un essere indifeso e sono tanto felice quando mia figlia si rotola per casa tra tutti i peli dei nostri 5 gatti. Sono orgogliosa di questo, di trasmetterle tanta sensibilità.
E tanto per la cronaca, mia figlia non ha nemmeno mezza allergia.

Comunque, per tornare al tema del mio blog, anche qui questa donna ha dato il meglio di se…

Il Diario di Bridget Jones, Renée Zellweger… ok, ve la ricordate tutti immagino, bene, al Tg delle 20.00 lei esordisce dicendo che per quel film questa attrice ha preso circa 15 kg e che era diventata davvero troppo grassa e che doveva assolutamente dimagrire per tonare alla sua forma precedente.
Non ho davvero più parole.

Cancellando ora tutto questo, ci stupiamo di quanto la TV abbia attaccato Vanessa Incontrada per aver rinunciato ad essere un manichino come tutte le sue colleghe? Io non so se in lei tutto questo abbia o no creato delle sofferenze, ma quello che so è che lei è davvero un esempio concreto per tutte le ragazze che vogliono essere normali…
E’ bella, solare, la sua risata è fresca e contagiosa e soprattutto così morbida ora è lei, ora lei non è come tutte le altre stoccafisse impalate che stanno in tv e soprattutto è brava.
Scusate ma io è questo quello che voglio vedere non solo in tv, ma anche nelle semplici persone.
E poi brava la Pausini che a Zelig l’ha difesa a spada tratta ed era pure un pò incazzata, bene bene…

Spero che rimanga così, perchè ripeto, è l’unico esempio che abbiamo in giro.

 

Anoressia e Bulimia, le responsabilità della Società 28 Giugno 2009

Archiviato in: Società e responsabilità — Noemi @ 16:17
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(in risposta al commento di Paola)

Cara Paola,

mi dispiace per aver impiegato un po’ di tempo nel risponderti, ma non sono stata tanto bene. E mi dispiace ancora di più sapere che tua sorella sta affrontando un brutto periodo e so quanta pena tu abbia per la tua bambina.
Immagina quanta ne ho io.

Spero che tu legga a fondo il mio blog, con tutti gli articoli, commenti e risposte, tutto questo potrebbe aiutarti ad aiutare ed a intervenire nel modo più corretto, insomma se il mio male può essere d’aiuto ne sarò felice.

Nel commento che tu mi hai inviato si spazia ampiamente sul problema, soffermandosi però in particolare sulla società più che nel problema vero che ti conduce, nei modi più sfaccettati, a questa malattia.

Sai vorrei dirti una cosa, è molto difficile che una ragazza intraprenda questo lento cammino che ti conduce al suicidio, solo per fare la modella.
Nel senso che se non c’è un vero trauma di fondo si può avere la possibilità di uscirne concretamente e magari indenni, ci vuole comunque sempre tanta forza.

Però una cosa è certa: la società, spinge, schiaccia, distrugge, come una pressa che riduce in una scatoletta Simmenthal una Porsche di lusso. E la porsche di lusso sei tu.
E la nostra è una società che aiuta negativamente l’alimentare di questa bestia infame, se vivessimo in un altro Paese dove per cultura, e ci sono, la bellezza di una donna è data dalle sue generose e morbide curve, vivremmo sicuramente una situazione meno asfissiante.

Ma purtroppo qui non è così.

(continua…)

 

Federico Moccia e le super-adolescenti 20 Giugno 2009

Romanzi belli quelli di Federico Moccia, “Tre metri sopra il cielo” bellissimo, “Ho voglia di te” di riscatto, però da “Scusa ma ti chiamo amore” ci si inizia a stancare di protagoniste alla Wonder Woman.

Leggere libri adolescienzialistici aiuta a chi l’adolescenza l’ha lasciata da un pò, a ricordare come eravamo e soprattutto a capire gli adolescenti di oggi.
Ma proprio perchè sono racconti indirizzati agli adolescenti il continuo propinare di protagoniste alla Charlie’s Angels non lo sopporto proprio più.
Non ci rendiamo conto di quanto questo sia deleterio.
Insomma, super adrenaliniche che non hanno paura di niente e di nessuno, che sfidano il mondo, che fanno quattro sport primeggiando in tutti,  svolazzando in motorino giorno e notte… roba che tra un pò sembrano le protagoniste di uno di quei film d’azione alla Mission Impossible… si insomma agenti super sexy della CIA… mi sembra un tantino esagerato e mica siamo tutte Lara Kroft!

Dicevo sexy? Si, gambe lunghe e tornite, seni piccoli e perfetti (meglio non esagerare con le misure), sguardi ammalianti e soprattutto sempre a dieta! E quelle che non ci stanno chi se ne frega, tanto sono rigorosamente perfette…
Perchè questo, perchè! Cavolo, perchè non si può raccontare di protagoniste con qualche kg in più e che magari sono anche un pò timide o semplicemente “semplici” come lo sono tante ragazze.

Perchè esaltare di continuo una società che spinge le ragazzine a cercare una perfezione che non esiste?

Vendere libri va bene ma Moccia, per favore, tu che hai la fortuna di colpire l’interesse di molte adolescenti, per favore, insegna anche qualcosa di costruttivo.

 

Non avere paura della cioccolata 15 Giugno 2009

Archiviato in: Società e responsabilità — Noemi @ 01:02
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(in risposta al commento di Elena)

Che dire Elena… mi dispiace. Ognuno ha il proprio dolore e tu hai il tuo. Ma io non ho avuto voci impietose dai miei amici, almeno non da loro, ma  dalla mia famiglia si.

Io ero considerata molto carina, con il ragazzo più figo, ma anche il più imbecille… sempre invidiata, sempre alla moda. Ma invidiata di che poi… di cosa… E reggere sempre il confronto, il ritmo, essere sempre all’altezza di ogni situazione. Sembravo perfetta agli occhi di tutti, ma non lo ero. Ho sempre paragonato la mia vita ad un bellissimo grattacielo, ma senza fondamenta, dove anche il palazzo più maestoso è destinato a crollare prima o poi. Forse il tuo palazzo è sempre stato con i vetri rotti ma con delle basi che ti hanno permesso di non crollare. E devi ritenerti davvero molto fortunata per questo.  Anche ora che hai le persone giuste al tuo fianco, io non ne ho mai avute tante.

Fatti un giro tra violenze, soprusi, ingiustizie, oppressioni, accuse e sensi di colpa e capirai come è stata  da sempre la mia vita. La mia famiglia è andata in pezzi e la mia vita pure, ho passato l’adolescenza cercando la morte, sempre senza fare troppo casino, visto mai che davo troppo fastidio a qualcuno… Ma la mia voglia di vivere mi ha sempre riportato a galla, anche se con ferite sempre più profonde, alle volte vorrei essere capace di mollare… ma ho mio marito e mia figlia che forse hanno ancora bisogno di me… ma soprattutto io di loro.

Impara anche tu a volerti bene, non avere paura di quel pezzetto di cioccolata, come la preferisci? Non è lei la tua nemica, non è lei il tuo problema non è lei che devi affrontare… Ti prego fidati di me, la cioccolata fa parte della vita, ma sicuramente questo già lo sai… e poi è anche buona, ecco regalati un pò di bontà, tu che puoi.

Tu hai a fianco le persone che ami e degli  amici che non ti hanno deluso e soprattutto hai la consapevolezza che non ti serve mendicare poche briciole d’amore, tu vali molto, ma molto di più e hai ragione. Non combattere il cibo, non è con lui che hai una guerra, anche perchè quel bastardo se vince ci gode… Allora usa questa tua consapevolezza e usa tutto l’amore che ti porti dentro, è l’unica arma, non gettare tutto al cesso, cavolo pensa a chi tutto questo non ce l’ha mai avuto o a chi come me ha talmente paura di vivere  e di amare pensando che da un giorno all’altro perderà tutto…

Ti prego rifletti su tutto questo.  A presto

 

Sul ciglio di una strada 9 Giugno 2009

Archiviato in: Bulimia — Noemi @ 00:20
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Sto qui, ma sono assente.
Non riesco più a specchiarmi, mi faccio shifo, sento la testa che mi scoppia.
No, non voglio uscire, no non ora, no mai più.
Mi vergogno, mi sento grassa, anzi sono grassa, disgustosa.
Odio, tutti e tutto il mondo, vorrei urlare, urlare e urlare!!  Ma non esce niente, niente… perchè, perchè a me, ma che ho fatto, perchè…

No, non devo mangiare, ma cazzo quanto vorrei farlo, disperatamente. Mi sento vuota, vuota dentro e devo riempire, riempire… fino a scoppiare.
Mi sento orrenda, non merito neppure di vivere, non ho più la mia dignità.
La mia dignità. C’è chi me l’ha distrutta, fatta a pezzi.

Ora vorrei ferirmi… nella mia mente vorrei prendere una lama, ma di quelle grandi però e tagliare tutto quello che mi fa schifo, la pancia, le gambe.
Le mie gambe, le odio, sono grasse, davvero.
Sento una voce, Dio se la sento… alle volte mi guardo allo specchio e quella voce mi dice: quanto sei stupida, ma non lo vedi quanto sei brutta, fai schifo!
E cado affranta, con le ginocchia a terra, inerme. E piango. Vigliacca, ha vinto lei, la bulimia, la depressione che mi logora le ossa.

C’è un’ amica che mi ama e forse non solo lei, un marito splendido che mi ama e una figlia per la quale derei la vita… e allora perchè ho 32 anni e sento che la mia vita si sta spegnendo e mi sento così sola e così stanca.

Vorrei fermarmi sul ciglio di una strada, così per riposare un pò, giusto un attimo e sentirmi avvolgere da due grandi forti e amorevoli braccia, chiudere gli occhi e respirare l’odore del mare… e sentire una voce, ma questa volta che mi dice ci penso io… vivrò per te e ti solleverò ogni volta che crollerai.
Ma non c’è nessuna voce, perchè solo noi possiamo crollare per poi rialsarci e solo noi possiamo vivere la nostra vita… ma serve tanto coraggio, quello che la Noemi di oggi non ha.

 

In quel momento la morte mi trafigge 30 Maggio 2009

Archiviato in: Bulimia — Noemi @ 23:00
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Quando la paura ti afferra violenta per la gola, come una lama tagliente che prima di incidere si poggia sulla tua pelle, pesante, fino a non farti respirare più, fino al dolore più assurdo, quando il sangue ormai non lo senti più ed esiti, ti avvicini, cammini lenta, guardandoti le spalle, sentendo gli occhi del mondo pronto a disprezzarti… ma lì non c’è nessuno, sei sola, tu e lei.

Avanzi nel salone, giri un pò su te stessa, prendi tempo, ma il cervello comincia a pulsare a vaneggiare, senti brusii di giudizi, ombre che ti scrutano e tu sei li e stringi le braccia su te stessa, cacciando via quelle voci e dici no, oggi no, ce la posso fare, da oggi smetto, in fondo se si comincia in un giorno… si può anche smettere in un giorno no?

NO! ASSOLUTAMENTE NO!

E cadi vigliacca senza più forza di combattere, in quella morsa e cominci a “divorare” tutto quello che trovi e a bere pensando già a quello che devi vomitare, tutto, anche quello che non c’è…

E piangi e ti fai schifo, ti prendi a schiaffi, tu non sei quella nello specchio e urli dal dolore  e ti senti intrappolata in un corpo disgustoso che non è il tuo, ma la cosa peggiore è che tu non sai più dove sei… perchè neanche essere ridotta pelle e ossa farebbe di te una persona “felice”.
E la vedi, è la quella porta, sempre lì, chiusa come se all’interno custodisse un segreto.
Il tuo segreto, dove si apre un mondo fatto di vomito, tagli di lamette, pugni allo stomaco, bilancia… centimetri… fatto di un dolore impossibile da descrivere.
Poi quella porta si deforma, diventa sempre più grande, fino ad inghiottirti per poi risputarti fuori come una larva, strisciando, fino a riprendere quel teatro d’orrore, fino a che lo stomaco ce la fa…10,11,12 volte… fino a trovare di fronte a me mia figlia, in piedi che guardandomi piange impaurita.

E in quel momento, in quel preciso momento, capisco come la bulimia mi sta strappando la vita dal petto.
E guardo lei, che con un filo di voce mi dice “mamma tu sei tanto bella”… e in quel momento la morte mi trafigge.

 

Se vuoi aiutarla (se volete aiutarci) 28 Maggio 2009

Archiviato in: Come Aiutarci — Noemi @ 00:22
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(in risposta al commento di india)

Beh cosa dirti… io sono malata e da una parte poco adatta per darti un consiglio, però dall’altra posso provare a dirti cosa devi fare.

La tua amica non si sta allontanando da te… si sta distaccando dalla vita, sta morendo.

Ora, non comosco la gravità della sua malattia, ma sta sicuramente soffrendo molto e si sta illudendo che il suo problema sia il peso.
Così facendo sta mentendo a se stessa, nascondendo la fonte del suo disagio e questa cosa io la conosco proprio ma proprio bene.

E’ caduta in un vortice mortale, dove ormai tutta la sua esistenza è in funzione solo ma solo del cibo… quello che la nutre la sta uccidendo dentro.
E’ un male che  viene dal profondo e bisogna capire, conoscere i meccanismi con cui si evolve.
Il confromto con te è il confronto con la vita ed è anche l’ammissione della propria malattia.

Sai… per quanto doloroso sia, è un male che giorno dopo giorno, anno dopo anno lo si impara a conoscere bene, tanto da nascondercisi dentro.
Affrontare ciò che ci ha ridotto in questo modo fa molta più paura, anche per questo si ha paura di guarire… la realtà è alle volte più orribile della follia di non aver bisogno di quell’amore che invece tanto cerchiamo.

Ok, questo è il mio consiglio: se tu le vuoi bene davvero e vuoi aiutarla devi essere veramente molto forte, più di lei… devi prendere il sasso più grande che trovi e lanciarlo contro quella immensa vetrata nera che lei ha messo tra se stessa e la vita e frantumarla in mille pezzi, come dire… comprensiva ma dura se serve.
Perchè anche se lei ti dirà che non vuole nessuno in realtà aspetta che qualcuno butti giù quella porta, come per troppo tempo ho aspettato anch’io. Però se vuoi fare tutto questo devi informarti, documentarti, conoscere i problemi alimentari, tutti, non solo l’anoressia.
Tutto, nel disturbo più profondo.
Conoscere, provare a capire, non deve sfuggirti nulla, leggi, infilati in ogni pagina, inventati quello che ti pare, ma è un mondo talmente doloroso che non devi fermarti di fronte alle prime difficoltà che incontrerai.
Non devi portarle il suo dolce preferito o fargli qualsiasi tipo di regalo, non è questo che vuole… devi arrivare al PERCHE’, a ciò che l’ha resa così.
E poi ricordati una cosa, sappiamo mentire bene.

Io sto ancora tanto, ma tanto male e vorrei avere una bacchetta magica per me e per tutte le persone che  vivono questo stesso mio dramma… ma non ce l’ho.

In bocca al lupo.

 

Ho deciso di non nascondermi 24 Maggio 2009

Archiviato in: Bulimia — Noemi @ 23:34
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(in risposta al commento di Ele)

Innanzitutto è davvero “buffo” il fatto che io e te comunichiamo attraverso questo blog, considerando la grande amicizia che ci lega.
Ma come ben sai ci sono cose che faccio veramente fatica a far uscire dalla mia bocca, tipo tutto quello che scrivo nelle mie lettere.

Ho apprezzato molto le parole delicate, ma dirette e attente che hai usato, questo è merito della tua sensibilità, del tuo vissuto, del tuo essere… e un punto in più perché mi conosci! Uscire allo scoperto è stato per me liberatorio, ma molto molto difficile, non a caso è accaduto dopo ben 14 anni, ma ho deciso di farlo e per questo ho indirizzato la mia lettera ai media sperando di suscitare “interesse” e ho deciso di non nascondermi e di metterci la faccia, sapendo che tutto questo porterà a delle conseguenze. Qualche sorpresa, molta delusione… la gente è fatta così.

Ho deciso di farlo e basta, io sono questa, anzi ci sono tante Noemi in me come tu ben sai, c’è quella insicura, quella distruttiva, quella già morta… e quella “cazzuta”, passatemi il termine, ed è grazie a quella Noemi se sono ancora viva.

Tu lo sai che quando sparisco e non ti chiamo vuol dire che sto soffrendo, vuol dire che la Noemi forte e piena di coraggio sta perdendo la sua ennesima battaglia, sconfitta da questa “bestia” che si nutre di me.
Guardo le foto scorrere e mi faccio schifo e quella lacrima che solca il mio viso brucia come il sole su una ferita, scende lenta fino a morire nel mio cuore. E di nuovo faccio fatica a respirare e tutto intorno mi soffoca, fino a farmi boccheggiare come quando un piccolo e povero pesciolino chiede aiuto prima che la morte lo torturi in una lenta agonia. Fino a che quegli occhi rimangono li, attoniti, sbarrati, vuoti.

Come è difficile far riemergere la Noemi che tu ammiri, quella che troppe volte mi dici che ignoro e che non amo. Ma c’è e ogni tanto (troppo poco) si fa sentire.
“E’ attraverso gli occhi degli altri che vorremmo una conferma della nostra esistenza”, è vero per me è così, vorrei che tutti mi amassero e soprattutto vorrei rivivere nelle persone che hanno giocato con la mia anima e mi hanno distrutto, lacerato, ucciso.
Ma non si può, loro sono come cani rabbiosi pronti a far del male e non potranno mai generare amore. E poi, anche se strisciassero ora per terra, non cambierebbe nulla, perché nessuno mi può ridare quello che con ferocia mi hanno portato via. Ma non posso essere ipocrita, io vorrei vederli soffrire, annegare nel dolore più profondo uno ad uno.

Grazie per avermi ascoltato, grazie per accettarmi così.

 

Ciao, chiunque tu sia 21 Maggio 2009

Archiviato in: Bulimia — Noemi @ 01:39
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(in risposta al commento di Miss CO)

Ciao chiunque tu sia… non usi il tuo vero nome, ma spero che il tuo “nick” non derivi dalla “vergogna”, dal voler chiedere scusa per fare un passetto in avanti tra la folla indifferente.
Perchè ho ormai l’esperienza per dire che non siamo noi a doverci vergognare per quello che facciamo, anzi per quello che siamo.
Perchè sono le persone che ci hanno portato a questo che dovrebbero sputarsi nello specchio! Non noi che ormai allo specchio non riconosciamo più chi c’è.

So che vuol dire non guarire psicologicamente perchè credo che quella parte di noi che ci hanno ucciso, come tutto ciò che muore, non potrà più rivivere.
Però credo che abbiamo il diritto di raggiungere quella “serenità” sufficiente per continuare questo percorso che è la vita.

(continua…)

 

Le “Paladine della follia” e le “Anime del niente” 15 Maggio 2009

Archiviato in: Bulimia — Noemi @ 00:22
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(lettera aperta rivolta alle televisioni nazionali)

Cos’è che esattamente sembra strano di questo titolo? La parola paladina? Follia? Anime? O niente?

Si perchè se avessimo iniziato il tutto con il grande e strausato parolone ANORESSIA, quella che fa tanto audience in tv, che fa dire “mio Dio se accadesse a mia figlia…” e che forse tutti, anche quello più imbecille, hanno sentito nominare… beh con quella stai comunque sicuro che buchi lo schermo.
Una ragazza divorata fisicamente dal male, volto spiritato, collo smagrito e quelle mani adunche poggiate l’una sopra l’altra come una vecchia di un piccolo paese vestita di nero, seduta all’aperto su una sedia ad aspettare il nulla.
E allora l’audience sale, la gente è morbosa, non sa, non capisce, ma è talmente orribile quello che sta vedendo che sta lì e guarda. Ma quel che è peggio è che è in grado di vedere solo ciò che resta di quella persona i cui pantaloni sono ormai troppo larghi. Lei è lì che prova a spiegare con quello sguardo perso nel vuoto e col dolore nel petto perché sa che nessuno di quegli sguardi che la stanno compatendo in realtà la capirà, perché le persone “normali” non possono capire quei meccanismi che per noi sono sempre gli stessi.

Beh ora voglio bucare io, ma le vostre anime, con questa lettera che non ha un volto ma che proverà a dar vita a tutto quello che voi in TV fate finta di capire e sensibilizzare, di comprendere… l’atrocità di cui voi conduttori e opinionisti non ne sapete un cazzo, ma la rabbia peggiore è rivolta verso coloro che dovrebbero avere la conoscenza per spiegare ogni volto della “bestia nera”, quello più oscuro e purtroppo, al tempo stesso, anche più semplice che esiste.
Già perché io le ho sempre “odiate” le anoressiche, loro che vogliono sparire ma che sgretolandosi in quel modo lanciano una richiesta d’aiuto molto più facile da capire, o almeno da vedere.
Sicuramente nel 90% dei casi nessuno capisce il perché di quella che definiscono un ossessione… ma si è “viste”.

(continua…)